La festa è finita: Ruvo del Monte si lascia alle spalle le feste patronali in quest’anno tutto da ricordare

Ruvo del Monte pian piano si sta svegliando dopo le feste patronali e ritorna alla vita di sempre: e sì “La festa è finita”.

Un anno è passato, un anno particolare, un anno che ricorderemo sicuramente per tutta la vita, un anno pieno di paure ma anche pieno di speranze, un anno che ha messo a nudo tutte le nostre fragilità, un anno che ci ha temprato e ci ha fatto guardare in faccia la vita.

Un anno passerà, ci ritroveremo ancora tutti insieme a pregare i nostri Santi, a paragonare quello che è stato, ma paragone non può esserci, consapevoli che il 2020 è un anno da tenere così, nel bene e nel male.

San Donato arriva in Piazza Ungheria

L’ultimo atto del 2020 si è tenuto nel pomeriggio con la Santa Messa in onore di San Donato, concelebrata dal Vescovo della Diocesi, Mons. Ciro Fanelli, Don Gerardo Gugliotta e Don Giovanni, Parroco di Rapone.

Prima dell’inizio della Messa, l’urna di San Donato è stata portata al fianco dell’altare, davanti ad una Piazza Ungheria stracolma con ingresso contingentato e controllato a causa dell’ormai celeberrima pandemia da Covid; la funzione ha avuto inizio alle ore 18.30 ed è durata circa un’ora e 10 minuti, trasmessa anche in diretta FB sulla pagina della Pro Loco di Ruvo del Monte, con migliaia di fedeli (oltre diecimila), che si sono collegati da tutto il mondo.

Il Vescovo, che per la prima volta ha celebrato la Santa Messa per il Santo Protettore, ha ringraziato tutta la popolazione ruvese pregando per essa e per i suoi Santi mentre, Don Gerardo, ha voluto ringraziare tutti quanti si sono spesi per rendere possibili queste feste, anche se in forma ridotta; alla fine San Donato, accompagnato dai portatori, ha ripreso il suo posto in Chiesa Madre.

Durante la celebrazione della Santa Messa

La serata del 18 agosto è terminata con lo stupendo spettacolo dell’Orchestra di Fiati dell’Alta Irpinia diretta egregiamente da una nostra vecchia e gradita conoscenza, il Maestro Carlo Luongo; un bellissimo spettacolo che ha spaziato tra musica classica, moderna e napoletana; meritatissimi i calorosi applausi della Piazza Ungheria ancora una volta stracolma, almeno per i posti massimi consentiti.

L‘Inno di Mameli dell’Orchestra dei Fiati dell’Alta Irpinia

Un grazie di cuore va a tutti quelli che hanno reso possibile la realizzazione delle feste anche in questo momento difficile, ma in particolare un grazie ai ragazzi del Comitato Feste (Emilio Simone, Emanuele Tomasulo, Gianni Rubino e Raffaele Mira) che hanno sacrificato il proprio tempo per non privare la cittadinanza di questa antica e radicata tradizione.

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