Un dibattito di spessore al Circolo Angilla Vecchia organizzato dal bravo Enzo Fierro.
Una realtà concreta di associazioni potentine di qualità. Non è stato il classico incontro delle stupide e mediocri denunce.
L’età e il ruolo dei convenuti mi ha sorpreso per dinamicità e per competenza. Marcello Marchesi parlava dei “quarant’anni” come età più bella.
Dopo aver ascolatato le varie riflessioni di questi coriacei quarantenni mi devo ricredere sulla generazione Q (quieta).E’ stato un mix di atti e fatti concreti e di avvenimenti culturali verificati sul campo con serie proposte…già ampiamente approfondite nella nota di Anna Martino.
E’ stato ribadito che la borghesia illuminata liberal dei decenni scorsi è un mero e caro ricordo del passato.
La bella addormentata (così viene definita la borghesia potentina) non è più “motore” di cambiamento politico e progettuale immersa com’è in uno spaventoso letargo decennale.
Altro tema caldo trattato è quello della classe dirigente. Molti si sono soffermati con puntuali proposte.
Dobbiamo ricordare agli smemorati del popolo bue potentino che la burocrazia comunale governa i processi economici cittadini per oltre il 70% delle attività produttive locali.
Sono queste le ragioni importanti che pongono la macchina amministrativa comunale al centro dell’attenzione generale.
In questi ultimi dieci anni abbiamo cercato con vari approfondimenti di sviscerare il tema, partendo, da questo serio presupposto.
In primis dobbiamo ricordare al civis marginalis (quello che rifugge dai dibattiti politici )che nei nostri Enti locali a cominciare dalla Regione non vi è ancora un serio aggiornamento dei profili professionali, fermi a trent’anni fa.
Tutto ciò è verificabile dai nostri noiosi sermoni pubblicati sul quotidiano.
Senza entrare nel merito di una complessa materia, ma, per l’onestà intellettuale che ci ha sempre contraddistinto, dobbiamo convenire che questa politica del personale comunale continua ad essere governata a colpi di mono provvedimenti o di decisioni ad personam (non paragonabili ai deliberati vergognosi dei decenni scorsi).
Tutto ciò risente di una ritualità disarmante. Si cavalca il giaguaro senza smacchiarlo.
Ritualità che non provoca nè imbarazzo tra le forze di maggioranza, nè sana reattività nelle forze di opposizione.
Tutto procede per il meglio nelle superficiali frizioni quotidiane tanto alimentate nelle Commissioni Consiliari quanto nei Consigli comunali. La coscienza è salva, il gettone pure.
I problemi possono anche marcire nell’ aula consiliare.
Ma che cosa succede realmente nel Consiglio Comunale di Potenza? Se lo sono chiesti tutti i relatori intervenuti.
Perchè da tempo immemore assistiamo a vergognosi rinvii su problemi seri come la vivibilità dei quartieri e dei Parchi , la mancata risoluzione del trasporto dei disabili e l’ assenza quasi totale di asili nido, la totale assenza di regolamentazione attuativa ecc.
Esiste o no l’etica della responsabilità nei nostri consiglieri comunali ?
Noi ” opinione pubblica “non distratta, siamo disgustati da tale vergognoso andazzo. Non capiamo la “ratio” di questi continui rinvii. Un rinvio senza fine.
Un rinvio che si protrae ingiustificato da troppi anni dopo quel bell’avvio di Città Cultura e città metropolitana.
Su queste basi affrontare un dibattito serio anche sulla governance comunale sembra esercizio impossibile.
Un buon funzionario e un buon dirigente possono mettere in campo competitività e progettualità.
Non vi è stato relatore che non abbia messo in rilievo questo prioritario problema politico-istituzionale.
Dobbiamo ricordare alle forze politiche potentine che parlare di classe dirigente e di governance non è scollato dalla realtà quotidiana .Anzi, il rapporto con la burocrazia è realtà quotidiana.
Purtroppo, non esiste più la metodica del mai dimenticato lavoro di gruppo frutto di onestà intellettuale e di carichi di lavoro, ben dosati tanto apprezzato dall’ing Santarsiero nelle nostre vecchie corsualità con La Sapienza.
Le progettualità sistemiche che vedevano il coinvolgimento di più strutture non sono state più riprese e rinvigorite da un processo democratico serio.
E’ solo un caro ricordo del passato.
Siamo stanchi di assistere a progettualità che si cibano di scarso impatto occupazionale e di un oligarchismo forsennato e schizzofrenico.
La buona e moderna amministrazione potentina deve mettere in campo ricerca e primato.
Urge attivare un PERCORSO MERITOCRATICO e VIRTUOSO, fatto di NORMALITA’ e non di censo.
Il dibattito odierno teso a mettere al centro la questione della promozione del merito riguarda tutti i livelli, sopratttutto, quelli riferiti al massimo Ente lucano e al Comune capoluogo di Potenza.
Troppi “incarichi esterni” e troppe esternalizzazioni dei servizi producono uno strano e ingiustificato fermo nelle varie strutture.
Troppe volte è intevenuta la Corte dei Conti.
Troppi sono i Progetti vanificati da una assurda gestione oligarchica e approssimativa.
Bisognerebbe invertire del tutto l’attuale modus operandi e coinvolgere in forma adeguata e sostanziale tutta la struttura comunale.
Non a caso i “rapporti di convenzione” con personale esterno risultano scollati dalla realtà e alimentano la deresponsabilizzazione degli stessi dipendenti di ruolo.
Tutti i cittadini avvertono questo disagio.Tutti i cittadini avvertono questa grave forma di scollamento.
Tutti i cittadini potentini hanno preso coscienza che incarichi e consulenze sono gravate da ulteriori forme di tassazione.
E’ una manchevolezza che si ripercuote sui fatti produttivi e sul loro mancato effetto moltiplicatore, foriero di occupazione.
Non è pensabile continuare a riproporre progetti calati dall’alto senza aver fornito una chiara ed univoca strumentazione di base.
Per queste serie ragioni i relatori di Angilla vecchia hanno ribadito che bisogna evitare la proliferazione di esternalizzazioni senza vere professionalità.
Bisogna attivare l’etica della responsabilità per consiglieri comunali e classe dirigente riproponendo il rapporto sincero e ravvicinato del recente passato tra Amministratori, funzionari di ruolo e cittadinanza attiva, senza filtri e senza veline.
Oggi, la globalizzazione e l’Unione europea ci impongono di coinvolgere i Quartieri, le associazioni e le realtà economiche, e, soprattutto, di mettere in campo le energie migliori, per chiudere, definitivamente, con lentezze, furbizie, egoismi e ambigui rinvii.
Farsi promotori di questo nuovo “ruolo guida” della classe dirigente e manageriale comunale significa per Enzo Fierro e soci coinvolgere seriamente forze politiche sane, competenti funzionari, seri, esperti vocati al bene comune, con ruoli , ben individuati, ben definiti e ben codificati.
Per tutte queste serie ragioni, è d’obbligo che l’incontro del Cicolo di Angilla Vecchia non venga vanificato da comportamenti evanescenti e dilatori e sia prodromico per una nuova e agognata classe dirigente comunale dotata di professionalità e di qualità.
mauro.armando.tita@alice.it











