Spunti di riflessione per Grillo ed EPIFANI

Pubblicato in grande evidenza sul Quotidiano del 14 novembre 2013 e sulla Rassegna Stampa dei tanti socialnetwork lucani

Arrivano in Basilicata  i big Grillo ed Epifani.

Noi siamo convinti della bontà del “confronto” sui grandi temi del futuro lucano proposto da Marcello Pittella.

Con quel confronto, forse, saremo in grado di misurare le leadership e le “credibilità” dei vari candidati/governatori.

Forse finirà lo stillicidio quotidiano dei vari opinionisti e, soprattutto, dei vari leaders opinion (dalla Confindustria ai delegati della Chiesa e del mondo del Lavoro).

Il giusto e impegnativo appello del candidato Presidente Pittella è per certi versi “rivoluzionario”.

Per la prima volta il popolo di Basilicata  avrà la sua maratona televisiva e, forse,  scoprirà il Vaso di Pandora con tutte le sue verità, celate, da secoli.

Un vaso che fa leva  sugli eccessi compiuti dalla Politica politicante lucana.

A Maria Argenzio che denunciava qualche giorno fa sul Quotidiano una spropositata presenza dirigenziale nell’ ASP di Potenza  dobbiamo ricordare, che, in tempi, non sospetti, sulle pagine di questo giornale, avevamo denunciato e  previsto con molto anticipo questo immane traffico clientelare.

Traffico che si sarebbe alimentato con  la  diminuzione delle dirigenze generali e con  la crescita abnorme dei dirigenti di distretto.

Previsione azzeccata. Tutta normalità per chi conosce il Pianeta della partitocrazia cinquantennale lucana.

Perfino Ballarò, ieri sera, ha denunciato lo scandalo EIPLI e il guscio vuoto di Acqua Spa ignorato dal Commissario ad acta EIPLI  e dalle regioni Molise, Campania e Puglia.

Quasi a voler dimostrare concretamente  il nostro “limbo” autoctono e, soprattutto, confermare l’inutilità dei  nostri Enti sub regionali.

Bene  ha fatto il Quotidiano a denunciare gli sprechi e le clientele arroganti del sottogoverno lucano.

Ma, oggi, in questi ultimi giorni di campagna elettorale, con la presenza dei Big Epifani e Grillo abbiamo la necessità di comprendere e fare proprio l’appello di Marcello.

A tal proposito tutti  partiti lucani compreso il M5S sono in grado di fare una proposta seria e di attivare dopo anni di “deserto” un approccio sistematico e non approssimativo sui Fondi europei (FERS, FEOAG e FSE)?

Una sana opinione pubblica è in grado di incalzare questa “meravigliosa” classe dirigente sul futuro della Basilicata?

Giorni difficili  ci attendono. Giorni  difficili e complicati che ripropongono l’assenza di una proposta politica e sindacale di rispetto.

Il  sindacato lucano dopo le  poco convincenti proposte di Somma e dopo il timido e isolato  approccio De Rita (UIL) è in grado di “abbozzare” una seppur minima proposta.

Una proposta tesa a dare respiro a normative regionali moderne e innovative e non a  cavalcare quelle esistenti, patogene e iperassistenziali dei cassintegrati e dei “mobilitati” in deroga.

Il Sindacato è in grado di fare una concreta proposta rivolta alle giovani generazioni e alle donne senza lo scontato aiutino  regionale?

E’ in grado di produrre progettualità a forte impatto occupazionale?

Dove sono finiti i Centri studi IRES e  similari.

Questo  disarmo politico e sindacale è segno dei  nostri ultimi decenni sperando di non assistere a strane assunzioni di mogli e di parenti di vari  sindacalisti immessi   nelle varie segreterie presidenziali o nel sottogoverno regionale.

Sono  questi cattivi esempi che hanno condizionato  enormemente le ultime manifestazioni sindacali.

Abbiamo constatato il flop assoluto e la sola presenza dell’ APPARATO.

Sono lontane le  giornate di lotta sindacale con oltre diecimila lavoratori in piazza (l’ultima  risale al lontano 30 novembre 2004).

Lo stallo odierno sarà pagato dalle giovani generazioni e avrà conseguenze terribili sul nostro tessuto connettivo.

Un tessuto connettivo che si ciba molto  di livore, invidia , furbizia, piccolo cabotaggio, riciclaggio e qualcosa d’altro.

Ricordiamo ai lucani riottosi che la seconda repubblica ha scelto e votato parlamentari i cui “titoli accademici e di merito” erano notori a tutti.

Tutti i partiti della seconda repubblica  hanno sfornato politici di dubbia professionalità.

In Basilicata abbiamo raggiunto il top dell’insipienza e dell’ incompetenza.

Esempio eclatante gli accordi sulle royalty del petrolio e delle “acque”.

A tal proposito trovo strano  l’assordante silenzio dei candidati Presidenti (ad eccezione della Zamparutti) sugli irrisori canoni pagati dagli enti gestori delle acque minerali.

I Memorandum, tanto, agognati, da Somma , si sono rivelati  dei meri “orpelli”.

Sono  stati una sorta di libro dei sogni, un esempio di vecchio “paraculismo partitocratico”.

Mai si sono levate voci sindacali di dissenso su questi mancati adempimenti governativi e regionali.

Mai il sindacato ha incalzato la Regione su Ricerca, Innovazione e Competitività.

Mai stata fatta una seria  riflessione  sugli strani licenziamenti  dell’EDS di Tito.

Una fabbrica/laboratorio (era un esempio da valorizzare) che aveva assunto laureati in ingegneria e informatici, tutti rigidamente lucani.

Era la prima volta di giovani professionalizzati lucani che preferivano i nostri siti industriali al solito trolley.

Quella fabbrica  è stata debellata e i giovani professionisti licenziati.

Su questa strana vertenza il Sindacato e le  approssimative e ambigue forze  politiche hanno glissato.

La portata negativa di tale sciagurata conseguenza dovrebbe far riflettere tutti i candidati Presidenti e  riproporre  in Basilicata non solo il tema ormai abusato della meritocrazia (solonegli slogan)  ma, soprattutto quello dell’informazione e della “conoscenza” (tralasciato sistematicamente  dalle agende sindacali) come nuove  fonti di sviluppo occupazionale.

Ora dopo l’appello di Pittella, ci chiediamo e lo chiediamo agli altri candidati Presidenti se  l’oligarchia dei burosauri regionali iperbonificata e  iperstipendiata da secoli, deve andare a casa o può nuovamente  riciclarsi, come lo ha fatto con spavalda boria, in questi ultimi venti anni?

Ai Sindacati lucani chiediamo un salto di qualità.

Non bastano le feste o la “effimera” presenza  di  De Rita per dare uno scossone alla disoccupazione patogena delle donne e dei giovani lucani.

Dobbiamo convenire con la nostra solita onestà intellettuale che la classe dirigente  lucana “sindacale e partitocratica” ha fallito miseramente in questo ultimo ventennio sui giovani  per la totale assenza di qualsiasi forma concreta  di interventi finalizzati alla vera occupazione (che non c’è).

Ci siamo imbambolati sull’occupabilità facendo lievitare sprechi e enti di formazione di dubbia professionalità e competenza.

Anche osservando dal basso i processi istituzionali in atto abbiamo  la sensazione che la “solitudine” della maggioranza (fuori tribù) dei giovani lucani è del tutto evidente.

Una solitudine emblematica che il Sindacato lucano non ha mai voluto approfondire.

A tutto ciò, pur, in presenza di una Chiesa lucana, ambiguamente  silente, nonostante le “stupende” denunce di Papa Francesco,  fa, da contraltare,il ruolo eroico delle famiglie lucane.

Famiglie che si sobbarcano la difficile e complicata  conduzione dei figli come “unica fonte” di reddito.

Famiglie lucane, lo ricordiamo ai candidati Presidenti che si sono attivate per ridare fiducia ai loro figli  e per farli “vivere” e non vegetare  in una presunta  società democratica e non oligarchica, non desolante e ammiccante come quella odierna, ma, fattiva e propositiva.

mauro.armando.tita@alice.it

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