La recensione al volume Nord Sud del Prof Petraglia.

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Ci complimentiamo con il Prof. Carmelo Petraglia e con il dr. Stefano Prezioso . Il Volume “Nord e Sud”, Carocci Editore 2023 è stato selezionato dal prestigioso  Premio Internazionale “Città dello Stretto” nella Sezione “STUDI MERIDIONALISTICI”.  Basterebbe citare i premiati degli scorsi anni …dagli storici accademici Prof. Giuseppe Galasso e Prof. Luigi Mascilli Migliorini  all’antropologo Prof Luigi Maria Lombardi Satriani  al vincitore dello scorso anno il Saggista ed ex Presidente Formez  dr. Sergio Zoppi. Siamo orgogliosi di presentare  questo straordinario Volume. Un Volume ricco di  sostanza, di suggestioni, di argomenti di spessore e di spunti che alimenteranno il nostro proficuo e propositivo dibattito che non sarà né noioso e né prolisso ma conciso e stringante. Caro Professor Petraglia la mia attenzione si è incentrata a pagina 52 sulla crudele pagina  dei processi dello sviluppo locale. I Tanti miti del “Piccolo è bello” che avevo coltivato negli anni ottanta si sono definitivamente infranti.  Ha ragione  caro Prof Petraglia, l’aver trascurato i legami con le economie nazionali e internazionali(tranne qualche buona pratica  e qualche  mega progetto finalizzato all’occupazione concreta …) ha prodotto solo  inefficienza istituzionale e amministrativa in virtù di un  coinvolgimento  quasi patogeno di più soggetti locali che ha creato, a sua volta,  ulteriore frammentazione degli interventi  con  incompiute terrificanti e sperpero di risorse da urlo.  E’ vero, la delega dei processi decisionali in assenza di un serio, effettivo ed efficace coordinamento dal Centro non poteva che produrre questa crescita abnorme di una casta di burosauri e di piccoli mediatori politici. Caro Prof Petraglia rileggendo Manlio Rossi Doria abbiamo riflettuto  su queste infauste  scelte politiche ed economiche  e sulla loro ricaduta sociale che ha dato origine in questi ultimi decenni a  una  fuga inarrestabile di giovani e a tanto, tanto astensionismo politico ed elettorale, quasi a voler confermare quel “surrogato” di democrazia che abbiamo  vissuto inconsapevolmente per oltre trent’anni.  Vorrei evidenziare, fra l’altro, il disgustoso vizietto ripreso alle pagine 114 e 115 sugli scostamenti di bilancio giustificati nel recente passato dall’emergenza COVID e oggi del tutto inopportuni e deleteri … imposti da un irresponsabile  DEF del Governo Meloni impegnato in una assurda propaganda politica che premia categorie sociali “ maestre “ dell’evasione e dell’elusione. Sono aumenti spropositati del disavanzo pubblico che hanno creato voragini sul piano finanziario difficilmente colmabili. Sono quelle  nocive  diseducazioni governative e politiche  perpetuate sistematicamente in questi ultimi trent’anni a danno delle nuove generazioni . Dobbiamo essere onesti e ammettere che queste sciagurate politiche hanno bonificato solo le nostre generazioni over sessanta/settanta/ottanta. Generazioni intrise di egoismi e di fallimenti. Un fallimento delle istituzioni, europee, nazionali, regionali, un fallimento delle Università sempre più chiuse e qualche volta addirittura tribali, dei Capitani coraggiosi dell’imprenditoria Italiana e lucana veri protagonisti del mordi e fuggi, dei Partiti e dei Sindacati capaci di tradire  le loro missioni e abilissimi a dare a chi aveva già avuto togliendo a chi non aveva. Hanno fallito i tanti pennivendoli , giornalisti della domenica e dei raccapriccianti Talk show, capaci di vedere i problemi quando è  troppo tardi. Sono queste le ragioni della fuga di centinaia di migliaia di giovani che per dirla alla Oscar Wilde: “Vedono l’alba prima degli altri”.   Sono troppe le nubi che si addensano sull’INDOTTO del Mega Polo industriale di San Nicola di Melfi. Al grido di : ”Sia lodato chi esercita la memoria”, qualche anno  fa pur nei limiti delle nostre modeste possibilità da “Amici della Sociologia”, anni settanta, “da Trento a  ‘Via Irno’ di Salerno”, Noi, sociologi del vecchio conio,  abbiamo  formulato indicazioni e suggerimenti per le politiche  di  sviluppo della Basilicata, a far data,  dai primi anni novanta, essendo venuti a mancare i Rapporti Ibres sull’economia e i Rapporti ARSA sull’Artigianato e le piccole imprese, IBRES e ARSA ignobilmente  cancellati dalla Presidenza Boccia 1990/95. Abbiamo  denunciato caro Prof Petraglia il fallimento dei nostri Poli di sviluppo industriali Pre-fiat calati dall’alto e dal Pensiero forte dell’epoca, abbiamo particolarmente denunciato  l’assenza di  Competenze e di  Visione  in un “pianeta” politico lucano nel quale manca da secoli il “Dare conto” e “l’Etica della responsabilità”. Il “Dare conto” richiedeva e richiede  l’apertura  del “Palazzo” alla cittadinanza attiva lucana . “L’Etica della responsabilità” imponeva e impone  una nuova generazione di politici e di funzionari, non più meri arredi umani o stucchevoli yes men, ma, uomini e donne,  credibili e liberi, impegnati sul campo a creare una nuova  società lucana multidisciplinare, ecco uno degli obiettivi del nostro impegno come  Comitato “Comunità e sviluppo”. Una vera Società multidisciplinare che superi  i desueti egoismi degli  Ordini Professionali e riproponga i tre fattori industriali : “Competitività, Ricerca e Innovazione” che languono in Basilicata  e che ci fanno precipitare in patogene crisi industriali, in  terrificanti chiusure e in deprimenti delocalizzazioni, non più accettabili. Da trent’anni  caro Prof Petraglia ci siamo  illusi che l’avvento di  FIAT SATA/FCA/STELLANTIS avrebbe innescato i tre pilastri della qualità dell’ambiente “macroeconomico”: 1)L’efficienza della P. A.; 2)L’accesso alla finanza regolata;                                                                                         3)La congruenza delle infrastrutture e  l’introduzione delle nuove tecnologie. Non ci siamo riusciti caro Prof. Petraglia. Abbiamo miseramente fallito  con le tante risorse europee evaporate nel famoso slogan “cislino”: ”Tanta spesa, poca resa”. Nutriamo dubbi sulla riuscita dei Progetti del PNRR e sulla agognata speranza della rivoluzione dolce, nutriamo dubbi  sulla istituenda “ZES per il Sud” che, per dirla, alla “Prof. Petraglia”,  già presenta i limiti della governance multilivello. Lo dobbiamo ammettere … caro Prof. Petraglia  questi seri fattori industriali non sono mai stati  attivati in Basilicata e ci pongono in una situazione di estrema inadeguatezza nonostante la “scialuppa” del Recovery fund. Una scialuppa che si sta sfaldando in mare aperto con la complicità  degli  amministratori regionali, provinciali e comunali che hanno ignorato  il serio cammino vocato alla competitività voluto dalla  legge regionale n. 1 del 2009. Una legge lasciata marcire in un cassetto senza mai essere applicata. Una competitività che doveva partire  dalle nostre risorse endogene creando un serio indotto non la ripetuta e mai interrotta dispersione in mille rivoli di tanti “tabernacoli” insostenibili (Vedi piscine in piccole realtà). Senza AUTONOMIA non si crea  sviluppo, né industriale,  né socio-economico. Siamo stanchi di essere considerati MERCATO di riserva in presenza di  tante risorse energetiche, idriche e paesaggistiche. Ci siamo battuti  come “Amici della Sociologia “ e ci battiamo oggi  come “Comunità e Sviluppo” per il  superamento di questa fase ambigua e indistinta del nostro modello industriale. Abbiamo proposto joint-venture , Job Shadowing(affiancamento lavorativo), follow up con una fase  di controllo programmata sui periodici  Report , le start up in un vero processo di discontinuità. Inascoltati come sempre. Riusciranno Regione, Confindustria lucana  e Parti Sociali  a dare uno scossone alla nostra economia  in termini di rivoluzione digitale e di transizione ecologica? Rientreranno  le migliaia di cervelli in fuga? Vogliamo  ricordare alle nostre Istituzioni  che a fronte di oltre trentamila universitari lucani fuorisede, l’87% non rientra più in regione. Questo dato così negativo, così scoraggiante ci fa  svegliare sempre più vecchi, più demoralizzati e sempre  più depressi.

Mauro Armando Tita

Sociologo e socio fondatore del Comitato “Comunità e Sviluppo Basilicata”.

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