La guerra non è un gioco, le armi non sono un gioco, la violenza non è un gioco.

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“Io chiedo quando sarà
Che l’uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà”
Francesco Guccini, Auschwitz

A distanza di anni, l’animo e il cuore dell’uomo non sono cambiati. Siamo fatti di invidia, di cattiveria, di
brama di potere, ci sentiamo imbattibili, in grado di dominare il mondo. E per farlo, siamo disposti ad
uccidere. Mamme, papà, bambini, anziani. Siamo disposti ad uccidere un nostro fratello, a spegnere per
sempre il battito del suo cuore, ad interrompere vite innocenti, sogni di bambini, di ragazzi che desiderano diventare qualcuno. E che, da un giorno all’altro, sono costretti ad abbandonare le proprie case, per provare a fuggire, a trovare un luogo migliore della loro terra, ora bombardata, distrutta, travolta da fumo, fuoco e cenere. La scuola dove fino a poco tempo fa, tutti i bambini ed i ragazzi andavano, ogni mattina, per crescere, per imparare e per studiare la storia della nostra umanità, ora è stata distrutta e, ancora una volta, la colpa è dell’uomo che, dai libri di storia, non ha imparato assolutamente nulla. Il parco dove le mamme accompagnavano i proprio bimbi per giocare, per donare loro un sorriso, ora è ricoperto dalle macerie, dalle ceneri. E io mi chiedo, ancora una volta, senza mai trovare una risposta, come sia possibile che un uomo possa uccidere un altro uomo, ancora e ancora, senza mai stancarsi, senza mai desiderare un mondo migliore, in cui regnino la pace, l’amore e la solidarietà. Mi chiedo come sia possibile desiderare sangue e guerra, coltivare cattiveria ed odio. Come è possibile che una madre debba tranquillizzare il proprio bambino, mentre scappano da un luogo all’altro, costretti a dormire insieme a tante altre persone, in una stazione o in uno scantinato, provando a trovare una giustificazione a tutto ciò, cercando di non fargli capire l’orrore che sta travolgendo le loro vite e di fargli credere che tutto questo sia un gioco. Però, un gioco non lo è. La guerra non è un gioco, le armi non sono un gioco, la violenza non è un gioco. Nulla di tutto ciò che sta accadendo è un gioco. Io mi auguro di cuore che un giorno, l’umanità intera possa rendersi conto di quanto bello sarebbe poter vivere in un mondo inondato dal profumo dell’amore, della gioia e della felicità. E mi auguro che, come un arcobaleno che sorge alla fine della pioggia peggiore o come un fiore che sboccia all’alba della primavera, allo stesso modo il sole possa ritornare a splendere sull’Ucraina, sperando poi, che non tramonti mai più e che i bambini possano tornare a giocare con i loro amici, possano continuare ad andare a scuola, a studiare per realizzare i propri sogni; che le mamme possano vederli sorridere per poi sorridere insieme a loro, che i padri debbano uscire di casa per portare i figli a fare una passeggiata e non per andare a combattere, che i nonni possano vedere i propri nipoti per gioire con loro e che il cuore di ognuno di noi possa tornare a battere più forte di prima, travolto dal desiderio intramontabile di pace e di amore.

Ricci Carmen Pia

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