Una fiaba che continua…

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In un momento buio e confuso, fragile e disastroso mi preme raccontare dopo tre anni dalla morte di mia suocera una nuova bella pagina di umanità , di comunione, di generosità nei confronti di mio padre Michele che ci ha lasciato il 21 giugno scorso. Una pagina con tante piccole dosi di tenerezza che mi hanno commosso tre anni fa e che mi commuovono, ancora oggi, pensando ai cari “eroi ” medici, dalla Dr.ssa Carmela Silvestri al Dr. Pasquale Di Leo, dalle brave infermiere e ai meravigliosi OSS ,in primis Vincenzo Montano, vero “mostro” di umanità e di grande professionalità.

Quello che abbiamo vissuto , io e i miei congiunti, nella Struttura geriatrica “G6” del Don Uva, è stato un vero miracolo, un miracolo che si è ripetuto dopo tre anni. Abbiamo il personale medico, infermieristico e assistenziale del Don Uva tra i migliori del Meridione . Mutuando lo stupendo film “Miracolo a Milano” del grande De Sica, tratto dal libro dell’immenso Cesare Zavattini mi sono reso conto di aver vissuto altri quattro mesi di grande sensibilità e di grande generosità, una vera fiaba.

Il “soggiorno obbligato” di mio padre Michele allettato per quattro lunghi mesi è stato caratterizzato da un approccio umano dimostrato e praticato dal personale medico, infermieristico fino agli straordinari OSS, fuori da comune. Ho avuto la chiara sensazione di trovarmi in una struttura sanitaria del vero SSN, quello tanto agognato dalla grande Tina Anselmi, dove il buon giorno vuol dire buon giorno e non altro, il Bene Comune è vero servizio sanitario e sociale. La povera Tina, costretta a rivoltarsi più volte nella tomba in questi ultimi decenni, ora sorride compiaciuta per la bella performance del G6 del Don Uva.

Io che ho avuto la fortuna di conoscere in Commissione di seduta di Laurea, nel lontano 1 febbraio 1978 l’incommensurabile Prof. Basaglia, ho fatto sempre tesoro, come sociologo ULSSS, del suo stupendo motto: “Mi interessa più il malato della Malattia”. Oggi possiamo confermare con fierezza che nel G6 del Don Uva tale slogan è stato preso alla lettera. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a raccontare questa fiaba. Una FIABA che ha recuperato in pieno lo stupendo mix BASAGLIANO (umiltà, competenze, comunione e generosità). Aprire l’istituzione alle relazioni umane messe a dura prova da questo lungo soggiorno “covid” restrittivo e umiliante, ci farà ricordare nella maniera giusta la grande Tina Anselmi e il suo magnifico discorso di presentazione della Riforma Sanitaria (L. 833/1978):

“Globalità delle prestazioni, universalità dei destinatari, eguaglianza del trattamento , rispetto della dignità e della libertà delle persone”.

Solo per onorare la memoria di una grande Donna, una VERA Ministra della Sanità (alla quale dobbiamo tutto in termini di affetto e di riconoscenza) per la nostra mera onestà intellettuale che ci ha sempre contraddistinto, e, soprattutto, per stigmatizzare il comportamento cinico e ignavo dei politici odierni e della maggioranza dei mass media che hanno disonestamente fatto calare un oblio ingiusto e ingiustificato nei confronti di una vera cristiana e di una vera democratica.

Armando TITA

Sociologo

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2 Risposte
  1. Antonio Rita

    Armando Tita è un signore ed è anche un esperto che ci vuole ricordare che nella Sanità ci sono e ci sono state cose buone. Ci vuole dire che dobbiamo fare qualcosa di più per non farci togliere le conquiste più importanti del passato: il diritto alla salute e alla dignità.
    Antonio Rita

  2. Antonio Rita

    Quello che è accaduto alla famiglia Marino è inaccettabile. Esprimo sdegno per un atto di intimidazione barbarico senza precedenti; chi agisce con la forza ha sempre torto perché non ha imparato a ragionare. Mi auguro che tanti mostrino solidarietà e affetto nei confronti di Nicoletta e Giovanni. La famiglia Santoro, come tante altre del nostro paese, rappresenta il passato e il futuro di Ruvo del Monte.
    Antonio Rita e famiglia

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