L’autunno a Ruvo del Monte si tinge di arancio, fantasia e allegria grazie al primo concorso “ZuccArte”, l’iniziativa organizzata dai volontari della Pro Loco per celebrare la stagione più colorata dell’anno attraverso l’arte e la creatività.
L’appuntamento è fissato per giovedì 31 ottobre 2025 in Piazza Savella, dove grandi e piccoli potranno esporre le proprie zucche decorate, dipinte o scolpite, trasformandole in autentiche opere d’arte. Il concorso è aperto a bambini e famiglie, senza limiti alla forma o al colore delle zucche, purché siano frutto della fantasia e dell’impegno di chi partecipa.
In preparazione all’evento, la Pro Loco ha organizzato una serie di laboratori creativi gratuiti, che si svolgeranno presso il Centro Polivalente nei giorni 27, 29 e 30 ottobre, dalle 16:30 alle 19:30. Un’occasione per imparare, divertirsi e condividere momenti di aggregazione realizzando la propria zucca con l’aiuto dei volontari. Tutti i materiali, comprese le zucche, saranno forniti dagli organizzatori.
In palio premi speciali per le zucche più originali e fantasiose, con l’obiettivo di valorizzare l’estro e la partecipazione della comunità. Con il motto “ZuccArte – perché anche l’autunno sa essere creativo!”, l’evento si propone di unire tradizione, arte e spirito di collaborazione.
Non resta che liberare la fantasia e prepararsi a vivere un Halloween diverso dal solito, dove la zucca non è solo simbolo della festa, ma diventa vera protagonista dell’arte locale.













Complimenti per l’idea, che rinverdisce la tradizione di trasformare le cucurbitacee in opere d’arte. Va bene tutto, ad eccezione di un aspetto culturale da non trascurare: la grammatica. Infatti, nella locandina di presentazione dell’evento, si è esagerato con la consonante ‘c’ nel lemma ‘zucca’, diventato ad abundantiam “zuccca” con 3 ‘c’ (sic!). Speriamo che nessuno si sia accorto di tale lapsus calami, altrimenti la facile battuta con l’aggiunta del … sale sarebbe inevitabile. Un consiglio tecnico gratuito: rileggete sempre, ciò che avete scritto, prima di renderlo pubblico, perché la scrittura elettronica è intrinsecamente insidiosa e, quindi, facilita gli strafalcioni e le castronerie, con la figura che ne consegue. Ve lo dice un professionista della parola.
Prof. Domenico Calderone