Ruvo del Monte capitale europea per un giorno, per la seconda volta, nel segno di Evan Hunter. Distribuito “Le strade d’oro” dove si parla del nostro paese

Si è conclusa da poche ore un’altra giornata memorabile per Ruvo del Monte, che per la seconda volta ha saputo svolgere brillantemente il suo ruolo di “Capitale europea della cultura per un giorno”, nell’ambito delle iniziative di “Matera 2019”, confermandosi centro di piccole dimensioni quanto a numero di abitanti, ma di grande fermento culturale, quanto a spessore e rilevanza degli eventi proposti.

Un’ampia eco mediatica ha preceduto le manifestazioni di ieri, con articoli apparsi nei giorni precedenti sulla stampa nazionale e con dettagliati servizi e interviste anche su RaiPlay Radio: segni dell’interesse che suscita nei milioni di lettori e appassionati, ad oltre quattordici anni dalla morte (avvenuta il 6 luglio 2005), il romanziere e sceneggiatore Evan Hunter, già cittadino onorario di Ruvo, meglio conosciuto in Italia come scrittore di polizieschi, che firmava con uno dei suoi mille alias: Ed McBain.

Ieri, tuttavia, l’attenzione era concentrata non sul “giallista” di fama mondiale, ma sull’uomo, e sul nipote, che amava profondamente il nonno materno ruvese Giuseppantonio Coppola – dal quale era riamato con identico affetto – tanto da decidere, dopo la morte dell’anziano nel 1973, di dedicargli un romanzo con il racconto della sua vita: “Le Strade d’Oro”.

Uscito in America nel 1974 e definito dai critici “meravigliosamente avvincente”, ieri è stato presentato a Ruvo in anteprima nazionale, nella sua prima edizione in lingua italiana, edito dal Comune di Ruvo del Monte. Il libro è stato distribuito ai presenti nel corso della serata.

La giornata di ieri ha visto una grande partecipazione di pubblico, venuto anche da fuori regione, che ha seguito con attenzione e passione le due parti in cui era diviso l’evento.

Alle 18.30, nella suggestiva cornice della Corte del Castello, si è svolta la prima parte: dopo i saluti introduttivi del Sindaco di Ruvo, Michele Metallo – che ha ammesso la sua emozione di fronte ad un evento di così grande importanza, per il presente e anche per i possibili sviluppi futuri della piccola comunità ruvese – si sono succeduti alcuni interessanti interventi: Peppino Ferrieri ha analizzato dettagliatamente le cause dell’emigrazione che interessò il borgo di Ruvo alla fine del 1800, ossia negli anni in cui lasciò il paese – diretto verso l’America, da cui non sarebbe più tornato – anche il nonno materno di Evan Hunter. Domenico Calderone ha poi esaminato in maniera circostanziata i personaggi del romanzo e le loro relazioni con Ruvo del Monte. E’ intervenuto successivamente il traduttore in lingua italiana de “Le Strade d’Oro”, Giuseppe Costigliola, il quale ha illustrato le caratteristiche del romanzo, e quel suo stile inimitabile, che lo ha emozionato e colpito, stile ben conosciuto dagli appassionati lettori di Evan Hunter, e che è semplice solo in apparenza. Enrico Pieranunzi, celebre compositore e pianista jazz, ha parlato delle genealogie musicali del jazz italo-americano, che costituisce il filone portante di tutta la storia: Evan Hunter è infatti, nella finzione letteraria, non uno scrittore o uno sceneggiatore – quale era nella realtà – ma un pianista jazz cieco dalla nascita. Le conclusioni della prima parte sono state affidate a Piero Mira, che ha rappresentato la Pro Loco, sempre presente e in prima fila nelle varie iniziative culturali del paese, per promuoverne la ricchezza.

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Galleria fotografica dell’incontrdo delle 18.30
(foto Grieco Domenico)

La seconda parte dell’evento si è svolta poco dopo, nella splendida cornice dell’Anfiteatro Comunale dove, al centro, sapientemente illuminato, il magico tocco di Enrico Pieranunzi al pianoforte si è alternato a lungo al racconto del romanzo, ad opera di Giuseppe Costigliola e di Pieranunzi stesso. Tanta gente, sulle gradinate dell’Anfiteatro, a seguire in assoluto silenzio la performance dei due artisti, che hanno lavorato in totale e splendida sintonia, regalando momenti di assoluto piacere ai numerosi intervenuti, con uno spettacolo che non sfigurerebbe nei più grandi teatri, e che è stato spesso e lungamente applaudito.

E, alla fine di questa intensa giornata, restano il piacere di aver vissuto emozioni profonde e la consapevolezza che si può fare “CULTURA” anche al Sud, e anche in un paese in apparenza piccolo e lontano dalle grandi rotte: Ruvo è un borgo dove c’è tanto, c’è “sostanza”.

E dopo gli applausi, dopo le recensioni positive sui media, dopo la soddisfazione, deve continuare ad esserci l’impegno, affinchè il paese continui a crescere e a farsi conoscere sempre più. L’impegno: di tutti.

Lina Spedicato

Galleria fotografica
Anfieteatro comunale ore 21.30
(foto Gianfranco Scagnetti)

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