“Rufrium… Rubo… Ruvo” – Storia di Ruvo del Monte. Il nuovo libro di Don Gerardo Gugliotta

E’ in uscita il 12° libro di Don Gerardo Gugliotta intitolato “Rufrium… Rubo… Ruvo” Storia di Ruvo del Monte.

Il libro contiente 176 pagine, oltre la copertina, ricco di immagini e descrizioni, è composto da XXXV capitoli; si parte dalla Storia di Ruvo del Monte e dopo un cammino tra archeologia, territorio, popolazione, varie vicessitudini, monumenti, chiese, si arriva al Museo Parrocchiale della Civiltà Contadina ed Artigiana.

Un libro da non far mancare, soprattutto agli appassionati di Ruvo, nella propria biblioteca.

Le copie dei libri saranno si possono trovare presso la Parrocchia o nei banchetti allestiti durante l’estate, al prezzo di euro 10; il ricavato sarà interamente devoluto alla Parrocchia Santa Maria Assunta di Ruvo del Monte.

Sotto l’introduzione al libro fatta da Don Gerardo Gugliotta.

La presente pubblicazione ha la sua ragione nel desiderio di conoscere e di far conoscere sempre di più la terra di Ruvo del Monte. Si tratta di un lavoro semplice e pratico, dotato di immagini e notizie utili a tutti, di un’opera di sintesi, che riporta alle origini, alle vicende storiche, alle tradizioni ed al patrimonio culturale, religioso e artistico di Ruvo.

Gli emigrati, pur essendo lontano, possono sentire il legame con la loro terra e rivivere nella mente i ricordi delle loro origini.

Situato ai confini con la Campania, il centro ha origini antichissime: dopo le popolazioni indigene (Enotri, Dauni, Peuceti), giunsero i Sanniti e portarono anche il nome a questa terra. Del 1045 è il primo documento con in nome Ruvo, “Rubo”, che richiama quello sannitico, Rufrium. Potente roccafore longobarda della contea di Conza andò incontro a varie distruzioni e ricostruzioni. Si susseguirono nel dominio del feudo le famiglie Del Balzo, Gesualdo, Pignatelli, Caracciolo di Torella ed infine i Mazzucca che governarono fino alla eversione della feudalità del 1806.

Dalla primavera del 1977 la Soprintendenza Archeologica della Basilicata ha esplorato sistematicamente una delle numerose zone archeologiche del comune di Ruvo del Monte, in contrada S. Antonio, identificata, grazie all’opera di segnalazione svolta dalla locale sezione del Gruppo Archeologico Lucano, nel corso dell’autunno 1976. Negli scavi che sono seguiti sono state portate alla luce, fino ad oggi, numerose tombe, con corredi di grande valore.

Di grande interesse architettonico è il Castello; l’edificio è affiancato da una Torre di epoca angioina, che conserva ancora le originali merlature.

Di rilevante interesse è la Chiesa Madre con il titolo “Santa Maria Assunta”, che conserva una pittura su tela della del “Purgatorio” con Cristo Risorto, del XVII secolo; vi si trovano altre opere d’arte riportate dopo il terremoto ’80, dalla Chiesa S. Antonio presso il Convento: Trittico con San Lorenzo, S. Caterina e S. Lucia, Statue dell’Immacolata, San Michele e San Vito. I visitatori possono ammirare l’urna con la statuta contenente le reliquie di San Donato Martire, giunte da Roma a Ruvo nel 1783.

In contrada Cerrutolo si trovano i ruderi della grancia Benedettina di San Tommaso, costruita tra il XII ed il XIV secolo; la chiesa S. Antonio nell’omonima contrada riporta al Monastero e alla Chiesa “S. Tommaso” di epoca anteriore all’insediamento dei Francescani.

Ruvo del Monte, 02 luglio 2018

P.S.
Nel testo sono presenti alcuni argomenti di ordine generale, senza riferimenti specifici alla storia locale.

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