In continuità con le ricerche già avviate sulla partecipazione dei cittadini di Ruvo del Monte ai conflitti risorgimentali, questo contributo intende analizzare la partecipazione locale alla Campagna del 1870, culminata con la breccia di Porta Pia e l’annessione di Roma al Regno d’Italia. Più che soffermarsi sull’analisi generale dell’evento storico, ampiamente trattato dalla storiografia, l’indagine adotta una prospettiva di storia locale, concentrandosi sul riflesso che tali dinamiche nazionali hanno avuto sulla comunità del borgo lucano. Un riscontro tangibile di questa memoria è rintracciabile nella toponomastica cittadina: lo spazio urbano storicamente denominato la “Loggia” venne infatti intitolato nel 1901 “Piazza XX Settembre”. L’omaggio alla data simbolo del 1870 non riveste tuttavia una valenza solo simbolica; le ricerche d’archivio documentano la partecipazione diretta di tre cittadini ruvesi alle operazioni militari per la conquista di Roma. Il primo a riportare questi nomi fu lo storico e patriota Michele Lacava, che inserì i nominativi dei reduci ruvesi in appendice alla sua Cronistoria documentata della rivoluzione in Basilicata del 1860 e delle cospirazioni che la precedettero. Oggi, l’analisi incrociata tra i registri manoscritti del fondo Società Solferino e San Martino – conservati presso l’Archivio delle Civiche Raccolte Storiche (Museo del Risorgimento di Milano) e digitalizzati dal Progetto Torelli – e le fonti locali ha permesso di integrare e verificare tali dati. Lo studio delle liste di leva dell’Archivio Storico del Comune di Ruvo del Monte e dei registri di nascita del fondo Stato civile della restaurazione (Archivio di Stato di Potenza) ha consentito di ricostruire i profili biografici dei tre soldati recuperando dati essenziali quali il numero di matricola, la paternità, il grado e il reparto d’appartenenza. Questa attività di recupero non si configura come un mero elenco di nomi bensì rappresenta un tassello utile alla ricostruzione della memoria collettiva della comunità. L’analisi colma una lacuna della storiografia locale che, fino ad oggi, aveva trascurato il ruolo svolto dai ruvesi nel Risorgimento. È opportuno rilevare, infine, come tutti i militari ruvesi impegnati sia nella Terza Guerra d’Indipendenza sia nella Campagna del 1870 fecero ritorno al comune d’origine al termine delle ostilità.

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I dati emersi dall’analisi incrociata delle fonti archivistiche permettono di definire i profili biografici e militari dei tre concittadini:
Giuseppe Chiaia (Soldato)
Dati anagrafici: Nato a Ruvo del Monte il 23 marzo 1848, registrato all’atto di nascita come Giuseppe Antonio. Figlio di Celestino (sarto) e di Maddalena Blasucci.
Profilo militare: Identificato dal numero di matricola 10129, prestò servizio nel Reggimento Savoia Cavalleria.
Francesco Tamarazzo (Caporale)
Dati anagrafici: Nato a Ruvo del Monte il 4 giugno 1844, registrato all’atto di nascita come Francescantonio. Figlio di Donato (contadino) e di Caterina Sisti.
Profilo militare: Contrassegnato dal numero di matricola 22545, fu inquadrato nell’8° Reggimento Fanteria. Tamarazzo era già stato mobilitato, in precedenza, prendendo parte alla Terza Guerra d’Indipendenza (1866).
Luigi Tozzi (Caporale)
Dati anagrafici: Nato a Ruvo del Monte il 27 maggio 1844 nella zona denominata “Castello”, registrato all’atto di nascita con i nomi di Luigi Alfonso Pasquale. Figlio di Pietro (falegname) e di Maria Blasucci.
Profilo militare: Numero di matricola 13234, operò in forza al 1° Reggimento Genio Zappatori. Al pari di Tamarazzo anche Tozzi era un veterano della Campagna del 1866.
dott. Massimiliano Mattei












