Risultato clamoroso, nel big match al vertice del Campionato di Futsal di Serie D lucana: il “Rufria 2018”, imitando la “Nazionale” di Mancini, fa harakiri e soccombe al fortissimo capolista “Atletico Lavello” per 3 a 6.

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La gara di cartello che ci appropinquiamo a raccontare e commentare, è il big match tra le due protagoniste del girone A di Serie D di Calcio a 5: l’ASD Rufria 2018 vs Atletico Lavello. Sul campetto sintetico open air di Via G. Falcone, a Ruvo del Monte, la squadra locale, agli ordini di mister Scalera, schiera la seguente formazione: 12) Lovallo Valentino; 99) Tridenti Giovanni; 6) Patrissi Vincenzo; 21) Colangelo Antonio (cap.); 22) Tita Giovanni (v. cap); 10) Tita Michele; 00) Silvestre Davide Gerardo; 27) Lapadula Danilo; 9) Scura Sebastian; 85) Colangelo Giovanni.

Per contro, lo squadrone Atletico Lavello, reduce dalla Serie C2, con un organico forte, noblesse oblige, ben collaudato, agli ordini del plenipotenziario ing. Di Nunno, si presenta con: 00) Lo Buono Mauro; 12) Cassieri Simone; 8) Metallo Maurizio (v. cap.); 9) Colonna Fabrizio Domenico (cap.); 10) Pezzillo Antonio; 11) Canerino Mauro; 13) Ramundo Filippo; 14) Votta Antonio; 17) Di Fazio Pasquale; 18) Tudisco Gianluca; 19) Ritucci Mario.

Le ostilità si aprono alle h 16:10, al cospetto di un pubblico giovane, caloroso e rumoroso, sotto la direzione arbitrale del sig. Traficante, della sezione di Venosa. La gara, di primo acchito, sembra nata sotto i migliori auspici, alla luce dei gran tiri di Giovanni Colangelo (85) al 5’, e di capitan Colangelo A.(21) al 6’, entrambi respinti di pugno dal formidabile portiere lavellese Lo Buono (00). Ora gli attacchi del Rufria si fanno furibondi, ma, sotto porta avversaria, purtroppo, mancano: la forza,la precisione e la determinazione, anche a causa della non perfetta condizione fisica degli uomini migliori e di peso. Con una metafora faunistica si potrebbe dire che i “cinghiali” ruvesi non hanno mordente. Cosicché, dopo tanto sciupio di energie, arriva inevitabilmente la “vendetta del nemico”, su azione manovrata di contropiede, al 15’, ad opera dell’ottimo Pezzillo A. (10), che è il più lesto di tutti a liberarsi in area di rigore per trafiggere l’incolpevole Lovallo (12). Dopo soli quattro minuti, la scena si ripete quando, al 19’, Ramundo F.(13) marca la rete del 2 a 0 per l’Atletico Lavello. Piovendo sul bagnato, al 25’ giunge anche un’autorete inaspettata del vicecapitano Giovanni Tita, debilitato da precedente indisposizione fisica, che, nel generoso tentativo di intercettare un tiro carico di effetto del pivot avversario, colpisce “a tradimento” involontario il povero “camerata” Lovallo, vittima per la seconda volta, in questo campionato, del “fuoco amico”. Ma è proprio il vicecapitano Giovanni Tita (22), al 30’, a riscattarsi, segnando il goal dell’1 a 3, seguito al 31’ da una grandissima respinta istintiva di piede di Lovallo (12) su incursione “nemica”. Si va al tea time sullo score di 1 a 3 e, con uno svantaggio così pesante, forse immeritato, il conciliabolo tra calciatori e coach non può certo essere all’insegna del bon ton, ma comunque si studiano cambiamenti tattico-strategici atti ad impedire di continuare ad imitare inconsapevolmente la Nazionale di Mancini. La password è: sovvertire il pronostico sfavorevole che, sfortunatamente, si sta materializzando.

Alle 17:15 il referee fischia l’inizio del 2° tempo. E, giusto il tempo di mettere la palla a centro campo, ecco arrivare il quarto goal lavellese con l’ottimo capitano, N. 9, Colonna ( nomen omen). E’ una vera scomunica, ma a questo punto ricomincia il forcing con attacchi veementi, commoventi, dei volenterosi ragazzi di mister Scalera, ma le loro “polveri” continuano ad essere “bagnate”, e le armi spuntate, tanto da sprecare occasioni d’oro sotto porta, grazie anche alla bravura dell’ottimo Lo Buono che, contraddicendo il doppio 0 (00) stampigliato sulla sua casacca, si rende protagonista assoluto di parate incredibili, da vero N. 1. Non è da meno l’estremo difensore rufriese Lovallo, autore anch’egli di respinte miracolose di tutti i tipi, su cannonate sparate dopo azioni “micidiali” di contropiede avversario; ma il suo impeto agonistico e la sua esperienza nulla possono al 24’, allorquando ex novo, Colonna (9) realizza di forza e destrezza il suo meritato secondo goal personale, quinto per la sua squadra. E siccome, a volte, i goals sono come le ciliegie, dopo un solo giro di lancette, e siamo al 25’, arriva pure il 6° goal per gli ospiti, firmato dall’11 lavellese Canerino M. Tra qualche svista e qualche valutazione degna di VAR, ex post, a scapito dei padroni di casa, da parte del giudice di gara, il match sta volgendo al termine, ma, improvvisamente, al 30’ e al 31’, in piena zona Cesarini plus, il “fuoco” si riaccende con due fiammate del generoso Sebastian Scura (9), che finalmente piegano la resistenza del giovane, attento portiere Lo Buono: troppo tardi; perché la sfida al vertice è ad appannaggio dell’Atletico Lavello per 6 a 3. E il “calice” amaro spetta, sfortunatamente, al volenteroso Rufria 2018, in attesa di rifarsi nel prossimo, difficile impegno outdoor con la Virtus Avigliano, domenica prossima. Mai sottovalutare nessuno, a questo punto, è un monito da lanciare, non solo in guerra. Speriamo bene!

Prof. Domenico Calderone

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