L’Asse Intestino-Cervello e il ruolo del microbiota: un legame fondamentale per la salute

1

L’intestino e il cervello sono due organi strettamente connessi da una comunicazione definibile “bidirezionale” che sta attirando, per svariati motivi, una crescente attenzione da parte della comunità scientifica e medica. Pur essendo tradizionalmente considerati come organi fisicamente separati, condividono uno stretto legame, noto come asse intestino-cervello, che ha profonde implicazioni (e in condizioni patologiche, ricadute) per la salute mentale e fisica di un individuo. Un fattore cruciale e determinante per il funzionamento di quest’asse è il ruolo svolto dal microbiota intestinale, un ecosistema molto complesso composto da microrganismi che popolano il nostro intestino e che, per tanti e diversi aspetti che non staremo qui ad elencare, influenzano direttamente la salute dell’intestino e non solo.

L’asse intestino-cervello è un sistema di comunicazione molto complesso che collega il sistema nervoso centrale (SNC) con il sistema nervoso enterico, ovvero quella fitta rete di neuroni e cellule nervose che regolano e coordinano varie funzioni e attività del tratto intestinale.

Proprio per questa sua enorme complessità, il sistema nervoso enterico è definito in inglese “brain in the gut”, vale a dire “cervello nell’intestino” e, a ben pensare, funge proprio da “secondo cervello”. Questo asse funziona grazie a segnali chimici, elettrici, ormonali e immunitari che viaggiano tra il cervello e l’intestino. È stato dimostrato come questa connessione influisca su vari aspetti del nostro comportamento, sullo stato emozionale e sulla salute mentale degli individui.

Il microbiota intestinale, composto da batteri, funghi, virus e altri microrganismi, ha un ruolo determinante nel funzionamento di questo asse. La composizione di questo ecosistema microbico (di cui avremo modo di parlare) è influenzata da numerosi fattori come dieta, stress, ambiente e uso di farmaci, soprattutto antibiotici (in maniera spropositata ed errata, ne avevamo già parlato https://www.prolocoruvo.net/resistenza-agli-antibiotici/). Le alterazioni del microbiota sono state associate a una grande varietà di disordini, non solo a livello gastrointestinale ma anche sistemico, a cui si annoverano anche depressione, ansia e malattie neurodegenerative.

La declinazione del microbiota è cambiata negli anni, anche grazie agli sviluppi della biologia molecolare, che ha consentito di approfondire il suo ruolo e inquadrarlo non più come un sistema statico ma piuttosto come un sistema altamente dinamico, in stretta collaborazione e convivenza con il suo ospite, l’uomo. I microrganismi intestinali producono una serie di metaboliti che hanno effetti benefici su tutta una serie di processi fisiologici e che oggi, sempre grazie ai progressi scientifici, sappiamo agire anche sul cervello e sul sistema nervoso. Questi metaboliti, infatti, possono influenzare l’infiammazione cerebrale, la funzione della barriera ematoencefalica e la produzione di neurotrasmettitori. È noto come alcuni fenomeni neuro-infiammatori legati a malattie neurodegenerative siano strettamente associati a disbiosi (alterazione del microbiota).

Un microbiota “malato”, infatti, potrebbe favorire l’alterazione della funzione barriera dell’epitelio intestinale e favorire il passaggio di sostanze che potrebbero avere azione pro-infiammatoria e/o pro-ossidante e che andrebbero a innescare una risposta immunitaria. Un microbiota sano, dunque, aiuta a mantenere un equilibrio immunitario che può ridurre l’infiammazione senza ripercussioni sul cervello. Un particolare accento va posto sulla barriera ematoencefalica, la membrana che protegge il cervello da sostanze potenzialmente dannose. Un microbiota squilibrato può comprometterla, favorendo l’infiammazione cerebrale e aumentando il rischio di malattie neurodegenerative.

I batteri intestinali, inoltre, sono una risorsa che può influenzare il cervello attraverso diverse modalità. In primis, alcuni batteri intestinali sono in grado di produrre neurotrasmettitori come la serotonina, la dopamina e il GABA, fondamentali per la regolazione dell’umore e delle emozioni. Le alterazioni del microbiota intestinale sono associate anche un aumento della risposta allo stress e ai disturbi dell’umore: l’infiammazione intestinale, per esempio, può aumentare la produzione di citochine pro-infiammatorie che influenzano il cervello, contribuendo a sintomi come ansia e depressione.

Quanto elencato precedentemente, però, è solo una parte del ruolo complesso e della complessa attività svolta dal nostro ecosistema microbico.Studi recenti hanno mostrato che la modulazione del microbiota intestinale può avere un impatto significativo su vari disturbi psicologici. Già abbiamo citato nelle precedenti righe ansia, depressione e malattie degenerative.Ebbene, diversi studi hanno evidenziato come trattamenti per migliorare la salute intestinale (con l’uso di probiotici, prebiotici, cambiamenti nella dieta) abbiano mostrato risultati promettenti nel miglioramento dei sintomi di questi disturbi e come la disbiosi possa influire sulle malattie neurodegenerative, addirittura accelerando l’infiammazione cerebrale e il danno neuronale.

Anche in questo caso, le accortezze per prendersi cura dei nostri amici microscopici sono rappresentate dauna dieta equilibrata e ricca di fibre, fondamentale per mantenere un microbiota in salute. Alimenti ricchi di prebiotici (frutta, verdura, legumi e cereali integrali) e probiotici (come lo yogurt) favoriscono la crescita di batteri benefici nell’intestino, cosa che non si può dire per una dieta ricca di grassi saturi e zuccheri che favorisce la crescita di batteri dannosi. Inoltre, alcune ricerche suggeriscono che l’esercizio fisico possa migliorare la composizione del microbiota intestinale, aiutando a “scaricare” lo stress con effetti benefici non solo al corpo ma anche alla mente

L’asse intestino-cervello, dunque, e il ruolo del microbiota rappresentano un campo di ricerca attuale, emergente e affascinante, con implicazioni significative per la salute a 360 gradi. Senza entrare nei tecnicismi biochimici e molecolari, dei quali potremmo discutere per ore e annoiare i lettori, la scienza continua incessantemente a esplorare i microrganismi intestinali che influenzano il cervello principale e il “secondo cervello”, sottolineando in modo sempre più chiaro che il benessere intestinale è cruciale per il nostro equilibrio emotivo e cognitivo ma per lo stato di salute in generale.

Una dieta sana, un microbiota equilibrato e uno stile di vita attivo, eliminando abitudini sbagliate come il fumo e l’uso/abuso di alcol, emergono ancora una volta come le chiavi di volta per promuovere un miglioramento della qualità della vita e dello stato di salute globale.

Dott. Vincenzo De Fabrizio

727
1

Post Correlati

Lascia una Risposta

Categorie

Spot Proloco Ruvo

Archivi

Le nostre Nuove Storie

Pro Loco Ruvo del Monte
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutando il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e util. È possibile regolare tutte le impostazioni dei cookie navigando le schede sul lato sinistro.