
Armando Tita*
Era il lontano 5 luglio 1990. Una giornata caldissima, insopportabile . Il mio caro amico, il prof. Raffaele Telesca, già dirigente scolastico del “Liceo scientifico P. P. Pasolini “, mi informa che il Corriere della Sera ha pubblicato una bella intervista di Renato Olivieri al famoso Giallista americano Ed Mc Bain, l’inventore dell’87° Distretto di Polizia . Ed Mc Bain è in Italia chiamato come Ospite d’onore dal Mystfest di Cattolica , Festival Internazionale del Giallo. Sono un appassionato di gialli e di romanzi polizieschi . Ho perso solo qualche puntata della serie televisiva dell’87° Distretto di Polizia . La serie televisiva è stata trasmessa su Rai Due per tanti anni. A tal proposito il giornalista del Corriere della Sera, Renato Olivieri, altro giallista italiano, nella sua intervista sopracitata chiede ad Ed Mc Bain il suo vero nome italiano. Ha inizio un bellissimo racconto.Un bellissimo racconto che mi ha fortemente commosso ed emozionato.

Mai avrei immaginato che il grande Ed Mc Bain fosse originario del mio borgo natio, Ruvo del Monte. Mi chiamavo Salvatore Albert Lombino . Mia Madre Maria Coppola e mio padre Charles Lombino che faceva il Postino erano originari di Ruvo del Monte a Nord di Potenza. Negli anni settanta ho scritto la storia della mia famiglia, le storie del Nonno Giuseppantonio Coppola e della sua vita a Fiormonte, alias, Ruvo del Monte, prima dell’avventura americana, in un libro che secondo me è il più bello che ho fatto finora, ma non è stato mai tradotto in italiano. Oggi, grazie ai buoni servigi della Pro Loco di Ruvo del Monte e del nostro Comitato Evan Hunter/Ed Mc Bain, possiamo affermare con orgoglio che il romanzo “Streets of Gold” , “Le Strade d’oro” è stato tradotto in italiano dal bravo e noto scrittore Giuseppe Costigliola ed è Patrimonio culturale del nostro Borgo. Nell’ anelito dell’emigrante, le strade da raggiungere sono sempre lastricate d’oro.

Quelle strade, come riferisce il nostro Componente del Comitato Prof Giovanni TATA, Ed Mc Bain, le conosce molto bene per esserci nato nel 1926, nel quartiere italiano di Manhattan, Harlem, e sa che d’oro non lo sono per niente . Anzi, sono lastricate di fatiche , di dolore, di fango, sacrifici e rinunce. Un romanzo multigenerazionale, multiculturale e al contempo autobiografico dalla straordinaria modernità, in grado di travalicare, tempi, spazi e storie personali. Lo ricordiamo agli appassionati di Gialli tanti sono gli pseudonimi inventati dallo scrittore Salvatore Albert Lombino, un oceano di “ alias” dove spicca il nome più conosciuto, Ed Mc Bain, segue Evan Hunter con il quale firmò la sceneggiatura del celeberrimo film “Gli Uccelli” di Alfred Hitchcock, poi Ezra Hannon, Richard Marstan, Curt Cannon, Hunt Collins e John Abbott .

Qualche tempo fa venuto a conoscenza della lettera del Presidente Bardi al regista Francis Ford Coppola tesa ad onorare le origini lucane del suo caro Nonno Agostino mi sono preso la briga di ricordare sommessamente la “battaglia” condotta dal sottoscritto e da Rocco Brancati (con diversi reportage pubblicati sulla Gazzetta del Mezzogiorno) sul riconoscimento dei due NONNI Coppola, Agostino già citato e Giuseppantonio Coppola , Nonno di Ed Mc Bain Il grande giallista americano di origini ruvesi. A tal riguardo mi preme sottolineare e richiamare all’attenzione del Presidente Bardi, il Rocco Brancati, cronista infaticabile, divulgatore inesauribile, intellettuale di immensa carica umana che scopre nel lontano 2010 con entusiasmo e con tanta morbosa curiosità le origini lucane (Ruvo del Monte) del grande giallista americano Ed Mc Bain.
Da quel momento diventa la PUNTA di DIAMANTE del nostro Comitato Evan Hunter/Ed Mc Bain. La sua professionalità, la sua amabilità furono il preludio al grande obiettivo raggiunto: ”La Cittadinanza ONORARIA” postuma al grande Giallista americano” alla presenza della Vedova Dragica Hunter. Dopo venti lunghi e sofferti anni la “troika” composta dall’Ing. Michele PATRISSI , dal Prof Giovanni TATA e dal sottoscritto realizza il sogno. La vedova Dragica Hunter è con Noi, memorabili le sue parole:

“Sono onorata e commossa di essere qui con voi Ruvesi per rendere omaggio a uno dei vostri figli, Evan Hunter /Ed Mc Bain, che in un modo più profondo di quanto si possa facilmente trasmettere portava con se l’anima e lo spirito del vostro amato Ruvo del Monte. Il nonno Giuseppantonio Coppola emigrò in America nel 1898 ma non abbandonò mai i ricordi e i valori ereditati nel luogo dov’ era nato. Ma siccome l’invito dell’Amministrazione Comunale di Ruvo del Monte mi è arrivato l’11 gennaio 2010, anniversario del giorno preciso ,in cui, io ed Evan, ci siamo incontrati e conosciuti voglio condividere con Voi la nostra bellissima storia”

Memorabile la serata RAI condotta brillantemente da Rocco Brancati. Memorabile l’edizione straordinaria in PRIMA Mondiale del Quotidiano della Basilicata diretto da Paride Leporace. Memorabile l’anno dopo, nel novembre 2011, l’incontro promosso dalla Società “Dante Alighieri” su Ed Mc Bain e Rocco Petrone(storico capo Nasa) delineati da Rocco Brancati nei suoi meravigliosi “Ritratti” e nella sua spasmodica ricerca di scoprire e valorizzare personaggi illustri di origine lucana. Ricordo la sua splendida “onestà intellettuale” nel ricordare ai convenuti la scoperta per caso dell’Ed Mc Bain ruvese e le proficue ricerche archeologiche culminate nel rinvenimento del famoso Candelabro Etrusco custodito nel Museo Nazionale di Melfi, frutto del nostro impegno di amministratori comunali e di dirigenti del Gruppo Archeologico Lucano. Un grande rammarico coltivavamo con Rocco un sogno che non si è mai realizzato… un docufilm sui Nonni Coppola della Basilicata.

Volevamo far comprendere che la cronaca americana che imperversava sul mafioso Frank Coppola “Tre dita” ignorava i Coppola della Basilicata, Giuseppantonio Coppola partito da Ruvo del Monte alla fine dell’ottocento , nonno del più grande giallista americano EvanHunter/Ed Mc Bain e Agostino Coppola partito da Bernalda agli inizi del novecento, nonno di Francis Ford Coppola . Una saga delle famiglie “Coppola” lucane contraddistinta dallo stesso destino e dallo stesso “percorso” americano. Il docufilm dei “Due Nonni “ avrebbe significato per Rocco Brancati e per il sottoscritto far incontrare due “lucani nel mondo” che non si erano mai conosciuti e che si ignoravano del tutto. Significava soprattutto riprendere l’altra faccia della medaglia delle ricerche dei “lucani illustri” coltivate da Rocco con determinazione e con puntiglio da oltre un ventennio. L’altra faccia della medaglia degli avi lucani dei personaggi illustri (ultimo in ordine di tempo l’ex Sindaco De Blasio di New York)mai studiati, mai ricercati e mai seriamente approfonditi .

Un docufilm, quello, dei “due Nonni”, che potrebbe valorizzare ancora di più la serietà dei lucani “operosi” nel mondo. I “Due Nonni” Coppola rappresentano il profilo più esaltante del lucano del “Ritratto di Scipione” di Leonardo Sinisgalli, quello che si caratterizzava con il non essere esibizionisti, il fare nido dove si giunge, l’essere di poche parole, l’accontentarsi del meno possibile, il camminare a piedi nudi per non far rumore, una riservatezza che il Sinisgalli definisce “istintiva diffidenza verso il sole”. Lucani si nasce e si resta. Ai Comuni di Bernalda e Ruvo del Monte il compito di riprendere appassionatamente questa idea Brancati/Tita per onorare la memoria di Rocco e per riavviare un dialogo bruscamente interrotto… coinvolgendo il grande regista Francis Ford Coppola. Chiudo, sperando che il Presidente Bardi si ravveda e faccia un atto di EQUITA’ e di ONESTA’ Intellettuale riproponendo questa IDEA dei Nonni Coppola. La Memoria storica deve essere Equanime, caro Presidente, …non può essere parziale e riduttiva.
*Armando TITA (sociologo e componente del Comitato Evan Hunter )












