In una giornata di sole, nella penultima di campionato, la macchina bellica del Rufria 2018 riprende la sua avanzata e ab-batte il Muro Futsal per 6 a 0, congedandosi in bellezza dal pubblico amico

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Alle ore 16:09 del 23 aprile 2022, sotto la direzione arbitrale del sig. M. Cannone, sezione di Venosa, inizia sul campetto open air di via G. Falcone di Ruvo del Monte, la penultima partita di campionato di Calcio a 5, che ha visto protagonista la squadra di casa del presidente Fasano, per tutto il girone d’andata. Deciso a riscattare le ultime prestazioni non proprio esaltanti, anche a causa degli uomini-cardine in infermeria, mister Scalera, facendo di necessità virtù, convoca i seguenti giocatori: 12) Lovallo Valentino; 4) Mira Raffaele; 6) Patrissi Vincenzo; 21) Colangelo Antonio (cap.); 22) Tita Giovanni (v. cap); 10) Tita Michele; 85) Colangelo Giovanni; 9) Scura Sebastian; 27) Lapadula Danilo; 99) Tridenti Giovanni; 00) Silvestre Davide.

Il Muro Futsal, 2^ squadra dell’omonima militante in serie C 2, invece, si presenta con un organico intergenerazionale con forte prevalenza di seniores esperti, così registrati in distinta: 7) Pacella Pasquale; 6) Magro Francesco (v. cap); 2) Ulici Alexandru ; 18) Cerone Gerardo; 11) Damiano Antonio; 8) Fusco Francesco (cap.); 29) Palermo Vito.

Preceduta da un lungo warm up, la partita può finalmente cominciare, accompagnata dalla calorosa claque presente sugli spalti che, viste le ultime performances non all’altezza della fama del club, fornite dagli idoli locali, alterna “hurrah!” a gesti apotropaici di varia tipologia. Il Rufria parte con le seconde linee, e l’andamento della gara s’incanala sui binari di un sostanziale equilibrio in campo, spesso spezzato dalle incursioni tattiche di Michele Tita (10) che, però, non si concretizzano in goal un po’ per imprecisione personale, un po’ per la pronta reattività del giovane portiere 22enne murese Palermo V. (29). Su azione manovrata a centrocampo, al 12’, il coriaceo Sebastian Scura (9) manda fuori da buona posizione. A questo punto, il déjà vu consiglia il coach Scalera a mandare in campo i “pezzi da 90” invocati dal pubblico. E la musica, come per incanto, cambia in meglio. Infatti, dopo soli sei minuti di calpestio dell’erbetta sintetica, capitan Colangelo (21), con una grande azione sinergica sulla dx va a battere il 22enne portiere ospite Palermo V.(29) per l’1 a 0. Poi, per spirito di emulazione, il pivot Michele Tita (10), al 20’, su invito di Danilo Lapadula (27), va a realizzare la rete del 2 a 0. Al 21’ assistiamo incantati ad un grande show del fuoriclasse della categoria, Giovanni Colangelo (85), che dopo aver seminato un nugolo di avversari con le sue finte da incantatore di serpenti, si presenta in area di rigore avversaria e, per lo stress, tira fuori.

Per la serie “l’appetito vien mangiando”, i <cinghiali> ruvesi attaccano in branco per schiacciare gli avversari nella loro area, come avevano fatto all’andata (finita ben 19 a 3 per i rufriesi!), ma stavolta i seniores muresi oppongono una strenua resistenza proprio per liberare la loro area di rigore ed evitare una debacle della stessa entità. Tuttavia, nulla possono al 26’, quando l’esperto Cerone G. (18), nel generoso tentativo di intercettare un fortissimo bolide prodotto dal tandem d’attacco Tita- Lapadula, ribadisce maldestramente nella propria rete, sotto gli occhi dell’esterrefatto portiere murese, sorpreso dal “fuoco amico”, per il 3 a 0. Al 20’, dopo l’ennesima invasione del campo “nemico” da parte rufriese, il forte pivot vulturino Lapadula, con una rasoiata micidiale, piazza la palla tra palo dx e portiere, realizzando il 4 a 0, che chiude il 1° tempo. Dopo una brevissima pausa rigeneratrice, alle 16:45 riprende la sfida e ricominciano gli attacchi forsennati del Rufria, macchina da guerra poderosa che verso la fase finale del torneo ha cominciato a mostrare qualche segno di logoramento nel motore. Per la verità, anche oggi, la macchina sembra a tratti avere degli sbandamenti, ma per fortuna il “nemico”, solo per motivi anagrafici non è irresistibile e tale da costituire una reale minaccia per i locali, tant’è che al 5’ del 2° tempo il funambolico Michele Tita, partito lancia in resta dalla sua metà campo, mentre è già in dirittura di segnare il suo secondo goal, viene atterrato senza complimenti in area di rigore. L’ottimo arbitro, senza tentennamenti, concede subito il penalty a favore dei locali. Una manna caduta da cielo! Sì, ma chi lo tira, visti i ripetuti fiaschi sui tiri piazzati delle ultime partite? Con un estemporaneo coupe de théatre inedito, Raffaele Mira (4) dirigente, e giocatore del Rufria in stand by da oltre due anni, per la serie: vado, segno il rigore e torno, sollecitato, in panchina, dal coach, raggiunge subito la lunetta e, tenendo fede al proprio cognome (nomen omen), punta il portiere spiazzandolo con un tiro di precisione imparabile: una sciccheria che vale il 5 a 0; poi, subitaneamente, come uno scolaro che ha svolto il suo compito alla lavagna, va a risedersi al suo banco, pardon, panchina, realizzando forse un record da Guinness dei primati, considerato che il tutto è durato meno di 1 minuto (sic!). Dopo questo blitz penalty, il Rufria, rinfrancato, ci prova ex novo a rimpinguare il “bottino di guerra” con le folate di Vincenzo Patrissi (6), che scarta tutti e va a colpire il 2° palo della porta difesa dal bravissimo Palermo V., forse il migliore dei suoi, nonostante il punteggio sfavorevole. In un match ricco di emozioni e sorprese, la suspence è d’obbligo e costante, come al 16’, allorquando il simpatico, estroso estremo difensore murese (29) esegue uno spettacolare, lungo rinvio che costringe il suo omologo dirimpettaio rufriese ad una respinta di pugno miracolosa, per deviare la palla carica d’effetto in calcio d’angolo. Al 18’, il gran capitano Colangelo, che, dal suo ingresso in campo, da jolly di qualità, ha cambiato la sostanza del gioco e del risultato, dopo aver dribblato di forza una serie di avversari, si presenta stanco al cospetto di Palermo V. e lo grazia colpendo in pieno il 2° palo: un vero peccato, in quanto questo stacanovista meritava la doppietta. Doppietta solo posticipata, perché a pochi minuti dal termine, ossia al 24’, il generoso condottiero, dimostrando di avere ancora una sufficiente lucidità operativa, nonostante il caldo e la fatica degli alti ritmi sostenuti, si fa largo in mezzo alla difesa avversaria e una volta vis à vis con Palermo V., lo batte inesorabilmente con un preciso colpo di testa ravvicinato. Al 25’, Davide Silvestre prende il posto del canta-portiere Lovallo, contribuendo a conservare fino alla fine l’eclatante punteggio di 6 a 0: forse in assoluto, è la prima volta, dalla sua fondazione, che il glorioso Rufria 18 non subisce reti contro. Un buon viatico per la prossima, ultima partita di campionato, extra moenia, col forte Rapolla, la cui macchina, come ben sappiamo, è ben oleata.

Prof. Domenico Calderone

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