Il crollo imminente della Torre Angioina di Ruvo del Monte. Un Monumento da salvare

Pubblicato il 20 agosto scorso in grande evidenza nella Sezione “Vulture Melfese” del Quotidiano della Basilicata

Il Quotidiano da sempre sensibile ai Beni Culturali della Basilicata aveva già lanciato un SOS sin dal lontano 2009 sull’imminente pericolo di crollo della Torre Angioina di Ruvo del Monte.

SOS finito nell’OBLIO.

Successivamente lo stesso Quotidiano in collaborazione con il  CNR IBAN aveva ripreso  con successo un positivo progetto della Regione Basilicata dall’intrigante titolo “Adotta un Monumento”.

La Torre Angioina di Ruvo del Monte  aveva superato una selezione durissima ed era entrata nella classifica finale dei primi venti monumenti lucani da salvaguardare.

Da quel momento è scemata, purtroppo, l’attenzione sul nostro stupendo Bene Culturale ed è aumentato sospettosamente lo squarcio laterale della stessa Torre.

Uno squarcio che può produrre letali conseguenze, non ultimo il suo definitivo CROLLO.

Mi corre l’obbligo di ricordare ai gentili lettori del Quotidiano e alle Istituzioni preposte (in primis Soprintendenza ai Monumenti  e Regione) che la Torre di Ruvo fa parte del Castello che fu a sua volta potente roccaforte longobarda della Contea di Conza. (dato APT: “Paesaggi e natura-Comuni della Basilicata”)

Essa appare ancora circondata da parte delle mura: quelle stesse che poco più a valle conservano, ancora, oggi, il nome antico dei “Murati”.

Murati che servivano per proteggere tutto il nucleo storico dell’abitato.

Oggi il Castello è stato diviso tra vari proprietari, che hanno in parte modificato le antiche strutture, ma che sono ancora tutte racchiuse tra due grandi porte con le loro mura , il fossato e la vestigia dei ponti levatoi.

All’interno è possibile ammirare un bel cortile con relative porte, sovrastate dallo stemma dei Gesualdo.

Il Castello di Ruvo, sorse, durante la Guerra tra i Longobardi e i Bizantini per il dominio della Contea di Conza, per la riconquista dei loro antichi territori  perduti (avvenute dal 600 dopo Cristo in poi).

E, proprio per far fronte  a tutte queste drammatiche evenienze, fu eretto, fra gli altri, il Castello di Ruvo (di cui si ha menzione già in documenti dell’anno 1000): quello che fece allora di questo antico sito una valida roccaforte longobarda  della Contea di Conza contro i Musulmani e i Bizantini.

Ruvo medievale andò incontro a una sicura distruzione avvenuta certamente nel 1348, ad opera delle orde degli ungheri di re Luigi.

Ricostruito, fu dotato di un nuovo castello, anch’esso distrutto e dato alle fiamme, insieme al paese, dall’Ufficiale Caldora, angioino, nel 1435.

Dal belvedere del Castello è possibile ammirare l’intero panorama dell’abitato  sottostante, le campagne e le colline che lo circondano la vallata del Torrente Liento e del Fiume Ofanto, come pure i monti dei Fronti verso il Vulture, fino a sconfinare verso il maniero federiciano di Lagopesole verso Sud , e i paesi di Rapone e Calitri verso Ovest.

Da anni tutte le Amministrazioni Comunali si sono interessate a valorizzare ed acquisire il complesso del Castello con annessa Torre Angioina, che rappresenta da sempre il simbolo del paese.

Oggi ,siamo in presenza,di un fatto e di un atto compiuto.

L’acquisizione è avvenuta con atto pubblico.

Manca un dettaglio riferibile alla mancata firma di un solo  piccolo comproprietario.

Speriamo che Sindaco di Ruvo  e Soprintndenza agiscano urgentemente per salvare il monumento dal crollo, e, soprattutto, per l’incolumità delle famiglie sottostanti la Torre stessa.

Vogliamo ricordare che ai sensi della legge 1° giugno 1939, n.1089 la Torre e i resti del Castello di Ruvo del Monte sono stati dichiarati dal Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, con decreto 14 ottobre 1985, di interesse importante e sottoposto a tutte le disposizioni di tutela  contenuti nella suindicata legge 1089.

Infine, basterebbe leggere le motivazioni del Decreto ministeriale per non indugiare ulteriormente: ” La torre e il castello di Ruvo rappresentano un significativo esempio di complesso residenziale fortificato, variamente articolato in coerenza con la morfologia del luogo, caratterizzato dai resti del fossato e da un doppio accesso archivoltato.

Il Castello dominante l’abitato, di cui ne costituisce il nucleo più antico,ingloba una preesistente Torre circolare di epoca angioina con coronamento a mensole multiple che costituisce l’emergenza architettonica e ambientale del’intero Centro Storico”.

Credo che questa dettagliata analisi storica possa indurre, finalmente, dopo secoli di indifferenza, gli amministratori locale e  gli addetti ai lavori (in primis, la Soprintendenza ai Monumenti e la Regione Basilicata)  ad intervenire con URGENZA, perchè il prezioso monumento angioino non CROLLI e, soprattutto, perchè questo meraviglioso simbolo di Ruvo del Monte possa restare integro a dominare il bellissimo paesaggio ruvese e l’intera zona dell’Ofanto.

Fiume Ofanto la cui grande storia è testimoniata dalla presenza  di Annibale.

mauro.armando.tita@alice.it

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