I Poveri di Ligorio e il deserto

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Il Report sui poveri della Caritas e l’accorata esortazione di Mons. Ligorio alla Progettualità concreta e palpabile e il consiglio rivolto ai giovani di Don Donato Lauria, parroco del Rione Cocuzzo, ad uscire dall’apatia e dal cinismo ci fa tanto riflettere.
Da molto tempo ci siamo dimenticati dei giovani lucani e degli adolescenti.
Il tema della solitudine, del vuoto materiale e dell’abuso di sostanze stupefacenti ( precursori di droghe) e dell’alcool sono parzialmente ignorati (volendo essere buoni)dall’Agenda dei servizi sociali pubblici.
L’assenza totale di vera progettualità e di seri investimenti economici duraturi , non effimeri, hanno creato il deserto attorno agli adolescenti e confermano uno “status quo” deprimente e avvilente.
Al contrario notiamo con un certo disappunto la crescita esponenziale di apicalità e di tante dirigenze ombre.
Ombre che camminano nelle nebbie e nel nullismo quotidiano praticato con scaltrezza e finto/falso impegno lavorativo in una Sanità lucana sempre più allo sbando.
Una concreta e affidabile analisi costi-benefici si impone soprattutto in Basilicata per una micro-dirigenza cresciuta a dismisura nella distrettualizzazione socio-sanitaria selvaggia.
Abbiamo assistito nel passato a una sorta di gioco dei quattro cantoni, sono diminuite le ASL e sono cresciuti a dismisura i Distretti sanitari. Altri gusci vuoti. L’importante è non rinunciare al gioco.
Quello che è avvenuto in Basilicata in questi ultimi decenni conferma di fatto l’approssimativo approccio progettuale “concreto “. Pochi e sparuti progetti pubblici e del privato sociale caratterizzati da desueti, ripetitivi e tanto “scopiazzati” itinerari metodologici dotati di scarsissime risorse finanziarie.
Morale della favola l’intervento progettuale, come il PNRR presentato in questi giorni , è di natura “elitaria” e, soprattutto, risente di una lunga durata nel tempo , non misurabile con i seri effetti moltiplicatori ed occupazionali. Progettualità distinta e distante “anni luce” dalle serie problematiche giovanili che si fondano su generici problemi di socializzazione (mai verificati concretamente sul campo)e su confusi bisogni derivati da un’altrettanta generica appartenenza ad un’età.
Noi siamo certi, che l’attenzione deve essere centrata su una precisa condizione sociale e sulla vera emergenza del disagio giovanile lucano che, lo ribadiamo, è fatto di solitudine, isolamento e incomprensione oggi ulteriormente acuita dalla Pandemia.
E’ arrivato il tempo per i direttori generali ASP e ASM e per i micro dirigenti sparsi a macchia d’olio sui Distretti socio-sanitari lucani di assumere un vero ruolo responsabile, progettuale e propositivo verso gli ultimi e verso le nuove generazioni, ignobilmente lasciate sole da una politica politicante fondata sulla grettezza autoreferenziale.
E’ arrivato il tempo di rendere giustizia a questi ragazzi affrontando seriamente il tema dei servizi sociali e del vero futuro delle giovani generazioni lucane con un serio Patto finalizzato alla vera occupazione e non alla fatua e stupida occupabilità che racchiude in sé disimpegno e demagogia.
Come le istituzioni politiche lucane anche i servizi sociali lucani, si sono, purtroppo, svuotati di professionalità e di competenze: Da tempi immemorabili gli operatori sociali i colleghi sociologi, psicologi e assistenti sociali “ciondolano” negli uffici e nelle strutture socio sanitarie senza uno scopo ben preciso , senza un vero e sano obiettivo.
Annoiati , tristi e demotivati sbarcano il lunario tra lunghe attese e vane promesse vanificate da “progetti evanescenti ” e da risorse irrisorie e ridicole. In questo quadro desolante i giovani continueranno a fuggire e le culle saranno drammaticamente sempre più vuote.

Armando TITA
Sociologo

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