Acqua, gas e petrolio non frenano l’esodo giovanile dalla Basilicata. Sul tema si è dibattuto a Ruvo del Monte, durante l’estrazione della lotteria a premi “Rufria 2018”; special guest: Donatella Merra, assessore regionale alle Infrastrutture.

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L’estrazione della lotteria a premi “ASD Rufria 2018”, del 23 dicembre (che si doveva tenere ad ottobre), è stata l’occasione propizia per dibattere intorno al grave problema della crisi occupazionale e del conseguente spopolamento della Basilicata, regione che D. Kesselgross ha definito: “ Qatar alla rovescia”. Approfittando dell’autorevole presenza dell’Assessore regionale alle Infrastrutture Donatella Merra, alcuni sindaci dei Comuni del Vulture-Melfese, tra cui Ripacandida, Ruvo del Monte e San Fele, hanno aperto il loro “cahier de doléances” per cercare della risposte convincenti. A grandi linee sono emersi i soliti problemi di viabilità interna e la necessità di evitare che la Regione diventi un progettificio fine a se stesso, senza un’effettiva traducibilità delle idee sul piano pratico ed esecutivo. Qualche primo cittadino illuminato ha anche sottolineato l’utilità degli immigrati, nello svolgimento di certe attività lavorative neglette dai lavoratori autoctoni. L’imprenditore Mario Walter Oliva, tra l’altro, organizzatore del “Rally della Basilicata”, ha annunciato di aver risposto alla gara d’appalto per il mitico “Casone Bucito” ed il “Centro Servizi”, inaugurati da anni ma mai entrati in funzione, e ora bisognosi di ristrutturazione, per obsolescenza passiva. Notevole anche la proposta di fondare un museo dello sport di Puglia e Basilicata, che garantirebbe un flusso turistico tutto l’anno. In buona sostanza è emersa la necessità di non costruire cattedrali nel deserto, ma opere infrastrutturali che siano utili al territorio, non al consenso elettorale. Lusinghiero il giudizio generale dello SVIMAR sulla nostra terra, per bocca del suo presidente Giacomo Rosa: “La Basilicata è una regione da scoprire in ogni suo lembo di terra”. Il clima prenatalizio e la pacatezza degli interventi, forse influenzati dalla presenza della “Coppa Disciplina”, vinta proprio pochi giorni fa dalla “Associazione Sportiva Dilettantistica Rufria 2018” di Calcio a 5, non hanno tuttavia impedito al cronista, nonché dirigente del sodalizio organizzatore del doppio evento, di fare da guastafeste (in cauda venenum), ponendo la seguente domanda all’ospite: “ La politica della Giunta Regionale della Basilicata, senza contare gli agognati fondi del PNRR, già forte dei proventi di royalties da acqua, gas e petrolio, che cosa ha in mente di fare per evitare che in un piccolo paese lucano come Ruvo, a causa dello spopolamento, non si arrivi a poter formare nemmeno una squadra di Calcio a 5, per via dell’esodo inarrestabile di giovani diplomati, laureati, addirittura scienziati, che con la loro partenza contribuiscono ad impoverire, a vantaggio di altre realtà geografiche, la nostra bella ed amata Lucania, una volta definita “Texas d’Europa”, ma in realtà “area sacrificale” più ricca di ospizi, che di posti di lavoro?” L’esponente politica regionale, con il suo consueto charme, e dotata di grande capacità dialettica, ha in primis espresso la sua gratitudine alle persone, a vario titolo, intervenute nel dibattito moderato dalla graziosa miss Serena Grieco, aggiungendo poi: “Io sto giocando una partita che cercherò di vincere. Proverò ad invertire la tendenza allo spopolamento, rivalutando le potenzialità del territorio, sfruttando le risorse esistenti. In agenda ho, infatti: il recupero dei monumenti, interventi idrogeologici, interconnessione tra Comuni, alta velocità; perché, per me, Maratea non è più importante degli altri paesi della Basilicata”. L’ASD Rufria 2018 ha così già vinto la sua partita, grazie alla forte e qualificata partecipazione nell’accogliente, invidiata sala del Centro polivalente, non certo per vincere qualche misero premio della lotteria dedicata: niente, rispetto a quelle altisonanti e milionarie in altri contesti. Auguri, comunque, ai vincitori!

Ecco i numeri vincenti:         

1° Premio : 2059  2° premio: 0999 

3° Premio: 2099   4° Premio: 2057 

5° Premio: 2046  6° Premio: 0316

Prof. Domenico Calderone

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1 Risposta
  1. Giuseppe Giannini

    Per quale motivo un giovane lucano dovrebbe rimanere in Basilicata? Questo vale anche per i tanti di mezza età, che questi discorsi li subiscono dagli anni’90 e oggi si ritrovano inoccupati,precari o hanno perso il lavoro.E che dire dei tanti anziani che sopravvivono con una pensione da fame?
    Se non si fa parte del “giusto giro” è inutile sperare.Restare per sorbirsi la solita retorica da parte di quelle forze politiche che governano a livello locale e nazionale da trent’anni:la famosa alternanza in nome della governabilità. Parliamo di esponenti politici che qualche responsabilità in tutti questi anni l’avranno avuta o la colpa è sempre da cercare altrove per farsi legittimare? Evidentemente, senza ritornare all’unità d’Italia o al dopoguerra, nella Seconda Repubblica ci sono stati degli errori, delle imprudenze o delle sottovalutazioni ad esser buonisti.La verità è che i gestori dei governi locali,nazionali e sovranazionali in cambio di prebende si sono messi al servizio di interessi di parte, come meri esecutori delle politiche economiche del capitale globale.Pensiamo al ruolo delle lobby, i famosi gruppi di pressione o alle multinazionali. L’ex Fiat e gli affari del petrolio sono la testimonianza di come i poteri politici si rimettano nelle mani di questi estrattori di valore, svendendo i territori e la dignità umana.Siamo seri, non esiste nessuna forza politica, di quelle presenti in Parlamento, che voglia mettere in discussione questo modello di sviluppo.Una volta, fino all’implosione del Moloch sovietico,esistevano partiti-massa, che seppur invischiati col capitale, almeno facevano finta di lottare per un’idea di welfare.Quindi oggi, a meno che non si disponga di una rendita, o si decida di barattare la propria esistenza per il clientelismo di centro-destra e centro-sinistra (ma sempre di precariato parliamo), non ha senso illudersi.
    Il discorso è complesso, e chiama in causa molteplici fattori, ma già la risposta dell’assessora quando parla di “alta velocità” in un territorio privo di infrastrutture e servizi essenziali (ad esempio i disagi e la carenza di treni e bus per lavoratori e studenti) fa capire che, anche se in buona fede, non si cambierà rotta

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