GRANDE SUCCESSO PER “RUVO DEL MONTE CAPITALE LUCANA DELLA POESIA 2019” PER UN GIORNO

I riverberi di “Matera 2019”, per fortuna, non si sono ancora spenti, nonostante la chiusura ufficiale del grande evento culturale che ha avuto risonanza mondiale. Questo ha ridato nuova linfa e slancio alla nostra piccola regione, grande per ingegno, agendo da propulsore per nuove iniziative e progetti socioculturali autonomi. Uno di questi è rappresentato, senza dubbio, da “Ruvo incontra la poesia”, che il giorno 29 dicembre 2019 ha visto un cast intergenerazionale di “aspiranti attori” esibirsi in pubblico in un tourbillon di poesie vecchie e nuove, scelte ad hoc, di autori vari, tra cui alcuni “autoctoni” , sotto la guida autorevole del maestro Gianni Dal Maso, attore-regista e docente di lungo corso. Questo gruppo di persone, infatti, dopo tante ore di prove estenuanti alla ricerca della perfezione tonovocale, finalmente sono saliti alla … ribalta per leggere, declamare o recitare, in primis, liriche di apprezzati poeti lucani come Leonardo Sinisgalli, Mario Trufelli, Angelo Calderone (in arte Engel von Bergeiche), Aurelio Pace, Amelia Squillace, Andreina Telesca et al.
Nella seconda parte della rassegna, attraversando il verismo, il simbolismo, l’ ermetismo, il romanticismo etc. si è passati alla lettura di alcuni mostri sacri dell’arte poetica che hanno accompagnato la nostra fanciullezza, prima che l’umanità venisse ghermita dalle tentazioni moderne e malsane che la rivoluzione nella comunicazione ha stravolto, disumanizzando il genere umano. Nella fattispecie trattata, parliamo di opere di giganti: di Salvatore Quasimodo, premio Nobel 1959: la sua famosa “E la tua veste è bianca” ( letta con tono simpaticamente partenopeo da Amelia Squillace); di Eugenio Montale, premio Nobel 1975: “Ho sceso dandoti il braccio” (recitata da Piero Mira); di Giuseppe Ungaretti: “Natale” (letta da Andreina Telesca) e “In memoria” ( declamata da Domenico Calderone); di Luis Borges: “Istanti” (recitata con voce graffiante da Domenico Grieco); di Pablo Neruda, premio Nobel 1971: “Chi muore” (idem); di Jacques Prévert: “Colazione del mattino” (recitata con tono esotico da Domenico Calderone) e la celeberrima “Questo amore” (declamata a due voci, con effetti sorprendenti, dal tandem Calderone-Grieco); di Konstandinos Kavafis: “Un vecchio” (affidata alla voce leggermente vesuviana di Piero Mira); di Rudyard Kipling, premio Nobel 1906: “Se” (letta con grazia giovanile da Maddalena Vodola), chiudendo doverosamente con il capolavoro dell’immenso Giacomo Leopardi: “L’infinito”, di cui ricorre il bicentenario (letta sempre dalla voce impostata di Piero Mira).
Ex post: sicuramente uno spettacolo inedito nella forma, suggestivo, inusuale, molto applaudito, da diffondere come progetto-format, nato dall’idea primigenia di Domenico Grieco, co-fondatore col sottoscritto dell’Associazione “Volontari per la cultura”; un’idea caldeggiata dalla Pro Loco e dall’ANSPI; condivisa e patrocinata dall’Amministrazione comunale di Ruvo del Monte. Notevoli sono stati l’attenzione, l’interesse e l’emozione con cui il qualificato pubblico, presente nella sala gremita del circolo ANSPI, ha potuto viaggiare con la fantasia ‘Per una vita intera’ tra la “Gente di Lucania” fino all’”Infinito” in compagnia dello scrivente e degli altri “viaggiatori”, che ripetiamo, sono stati, in ordine alfabetico: Domenico Grieco, Piero Mira, Amelia Squillace, Adriana Telesca e Maddalena Vodola, tutti attori per un giorno, guidati con pugno di ferro dal grande maestro Dal Maso, che, trattandosi di poesia, è il caso di dirlo, tautologicamente, in rima: non ha lasciato nulla al … caso. Ma ora si è fatto tardi. Raccontando la poesia, è giunto il 2020, l’anno nuovo. Accogliamolo degnamente, col classico gesto apotropaico degli antichi Romani: in alto i calici, perché nunc est bibendum! Prosit!
Prof. Domenico Calderone

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