Demusealizzare la cultura in Basilicata..promuoviamo i nostri gioielli archeologi

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L’inaugurazione della Mostra “Napoli a Parigi” al Museo del Louvre oltre a rinsaldare i legami che uniscono Italia e Francia (vedi ultimo Summit Macron/Meloni del 20 giugno) ripropongono una serie di progetti di cooperazione bilaterale e culturale che termineranno il 15 Dicembre prossimo con la “Giocondità” di Vinicio Capossela.

Sarebbe stato bello veicolare con la stessa tipologia d’intervento i tanti gioielli dell’Archeologia lucana.

Nel lontano 2013 “sbarcava” in Toscana a Vetulonia (Grosseto) il nostro meraviglioso Candelabro Etrusco custodito nel Museo Nazionale di Melfi , e, oggi, orgogliosamente “propagato” nelle “Giornate Europee dell’Archeologia “ appena trascorse.

La Mostra internazionale di Vetulonia verteva sui percorsi di civiltà tra Etruschi, Enotri e Dauni. Il soggetto principale del percorso era il “Modello inimitabile”, il Candelabro Etrusco raffigurante Eos e Kèphalos .

Tale oggetto immortalato nel Libro e nella Locandina della Mostra ha avuto uno strabiliante successo . Migliaia di visitatori provenienti da ogni parte del mondo hanno potuto apprezzare la fattura e la bellezza dei “particolari” dell’opera d’arte.

Ci siamo chiesti perché a distanza di dieci anni non sono state più riproposte tali stupende iniziative culturali?

La Cultura “veicolante” è una Cultura che arricchisce, che rinforza un legame , un confronto , una relazione sociale. Veicolare i nostri Gioielli archeologici significa vivere una Cultura non mummificata , leggera e inclusiva.

Una Cultura che ammicca e che strizza l’occhio alla Comunità , che riesce ad esprimersi con nuovi linguaggi e nuove aperture. Una Comunità “archeologica” che esala una sensazione piacevole e crea attività culturali molteplici a vantaggio di una collettività composita.

Se si riuscisse a demusealizzare la Cultura in Basilicata sarebbe una gran bella conquista e alimenterebbe stimoli informativi, simbolici ed estetici , in generale la qualità della vita dei lucani, quelli dotati di alto tasso di sensibilità che potrebbero godere di una specie di colonna sonora permanente e percettibile .

Relazionarsi con regioni italiane ed europee attraverso i nostri gioielli archeologici apre potenzialità straordinarie e prospettive socio-culturali ed economiche inimmaginabili per l’assonnata Basilicata .

Del resto come sostenuto dal Prof. Don Gerardo Gugliotta, Presidente della Sezione Ruvese del Gruppo Archeologico Lucano : “I valori culturali e storici di una Comunità sono un vincolo di unione fra i suoi componenti , un elemento di alta educazione civica e morale, uno sprone a guardare il futuro con più fiducia e più dignità”.

Armando TITA

Sociologo

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