Una strage e un gemellaggio mai dimenticati: le joint venture miseramente fallite

Nel quarantennale della strage di Bologna del 2 agosto 1980/2020, 85 morti e 200 feriti, la ricerca della verità è sempre attuale.
Lo dice il Sindaco Merola, ci associamo pure noi, ex amministratori comunali ruvesi (Ruvo del Monte).
Amministratori che non hanno mai dimenticato il gemellaggio con il Comune di Bologna dopo la tragedia del 23 novembre 1980.
Una città sconvolta da quella nefasta e catastrofica strage seppe rialzare la testa e coniugare, combinare e armonizzare con
i Comuni di Ruvo del Monte e San Fele una stupenda solidarietà.
Una solidarietà caratterizzata da un proficuo gemellaggio e da un meraviglioso Protocollo d’ Intesa firmato dal sottoscritto
(in qualità di Vice Sindaco del Comune di Ruvo del Monte) e dal Sindaco di Bologna, prof. Renato Zangheri nel grande Salone del celeberrimo Palazzo d’Accursio alla presenza dell’intero Consiglio Comunale di Bologna.
Una pagina memorabile vissuta all’insegna dell’orgoglio solidale e propositivo di una Citta opulenta del Nord con un piccolo Comune meridionale per giunta disastrato.
Io giovane amministratore lucano mi ritrovai al cospetto di tante personalità presenti in Consiglio…dal Ministro alla P. I. Tesini al segretario nazionale PLI Bignardi, tutti consiglieri comunali di Bologna dell’epoca.
Ricordo ancora con commozione la bella intervista alla mia persona del TG 3 RAI dell’Emilia Romagna.
Ricordo il Campo Fango così definito dall’Assessore Matulli del Comune di Bologna in area Bradanello tra Ruvo e San Fele.
Per la prima volta nella storia dei nostri piccoli , marginali ed emarginati Comuni si toccava con mano grazie alla presenza di esperti , tecnici bolognesi e professionalità di “rango” universitario, una seria programmazione, una seria progettualità e tante piccole azioni concrete per alleviare le doglianze dei terremotati con il ripristino di tanti mini acquedotti e tante piccole strade interne.
Un crescendo di attivismo e di operatività che per noi amministratori meridionali, costretti ad elemosinare finanziamenti e prebende da una classe dirigente e politica “lontana” ed estremamente faziosa e clientelare, si trasformò in piccole attività produttive, culturali e turistiche, tra baite e stalle razionali di capi bovini e ovini, tra vacanze/studio e stupendi aboratori/stage teatrali e di giornalismo per ragazzi.
Sembrava di vivere un sogno, un sogno idilliaco. Trasparenza, partecipazione, impegno fattivo, ascolto erano diventati un “unicum”, un modus operandi quotidiano, un fenomeno eccezionale e irripetibile che, purtroppo, si è verificato una sola volta nella mia vita di amministratore locale.
Sarebbe bello nel quarantennale del sisma ’80 riproporre una sorta di nuovo Protocollo d’intesa con una grande Kermesse tra i Comuni e le Regioni del Nord gemellate e la Basilicata con i suoi “Cento campanili”.
Sarebbe bello ripristinare quello stupendo clima di solidarietà e riprendere gli elementi di certezza dei piani industriali dell’epoca(miseramente falliti) in grado di far crescere la consapevolezza nelle maestranze “autoctone” e la giusta attenzione degli imprenditori lucani ai Mercati del Nord Italia.
Con la presenza di imprenditori e amministratori del Nord si può ricreare quel circolo virtuoso perso dopo la metà degli anni ottanta e mai più ritrovato.
Erano tante le scommesse poste in essere con tante timide joint venture, purtroppo, evaporate dopo qualche anno.
Le joint venture lo dobbiamo ricordare agli smemorati politici lucani erano particolarmente adatte alle nostre imprese lucane.
Imprese che unendo le forze e le risorse avrebbero potuto realizzare progetti di grandi dimensioni, sviluppo di nuovi prodotti, ricerca di base e, soprattutto, apertura efficace ai nuovi mercati europei e mondiali.
Per superare questo negativo quotidiano, non solo dovuto al covid 19, la Basilicata deve riprendere questo Percorso “rinascimentale” riproponendo i Gemellaggi con i Comuni del Nord come quello realizzato nei giorni scorsi tra il Sindaco emiliano di Casalfiumanese, la bellissima Beatrice Poli e il simpatico Sindaco di Rotondella, Gianluca Palazzo, grazie all’intelligente “regia” del mio caro amico Rudy Marranchelli, fautore e promoter dello stupendo progetto: “Capitale della vacanza emozionale”.
Emozioni che languono da secoli nella nostra amata Basilicata.

Mauro Armando Tita

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