Sopprimere l’orsa JJ4? No, neanche per sogno, per non trasformare anche gli orsi in capri espiatori!

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C’era una volta un’orsa chiamata JJ4, che viveva felice e contenta insieme ai suoi piccoli cuccioli, in Trentino. Poi, un giorno, la Televisione e gli altri mass media turbarono la quiete dando una notizia tragica: “Trovato morto un runner di 26 anni, nei boschi del Trentino: sarebbbe stato dilaniato da un orso”. E, così, finirono di colpo l’idillio e la serenità della simpatica bestia, molto amata dai bambini, subito accusata dell’omicidio, nonostante la mancanza di prove certe.

Uscendo dalla nostra favola, passando dalla satira alla dura realtà, bisogna subito dire apertis verbis che la Provincia autonoma di Trento, imputando tout court di “omicidio” la simpatica mamma orsa e decretandone l’abbattimento per “alta pericolosità sociale”, non ha fatto una bella figura, visto che l’orso, come tutti sanno, è un animale protetto e, in quanto tale, soggetto a costante monitoraggio/geolocalizzazione, attraverso apposito collare elettronico alimentato da batterie: che nella fattispecie, purtroppo, erano scariche da non si sa quando! Sic et simpliciter, pare che chi era deputato alla sorveglianza, non si sia accorto di non ricevere più il segnale elettrico proveniente dall’animale. Ma è soltanto un’ipotesi. La criminalizzazione dell’indifesa JJ4 sembra fare pendant con il recente caso tragico e clamoroso di Pescopagano, in provincia di Potenza, dove, di primo acchito, con una ricostruzione sorprendentemente errata, si era accreditata l’ipotesi della vendetta di una mucca, nell’uccisione del dr. Pucillo, medico sociale del “Picerno calcio”; poi, grazie all’esame autoptico, si è scoperto che, in realtà, il povero bovino accusato era totalmente innocente. Il professionista, infatti, era stato attinto da diversi proiettili di fucile: altro che incornate di vacca!   

Per fortuna, le due ordinanze emesse finora dal Presidente della Provincia autonoma, Maurizio Fugatti, sono state entrambe sospese dal TAR, che si pronuncerà definitivamente il prossimo 25 maggio. Ma intanto, come accade troppo spesso in Italia, l’indecoroso scaricabarile è cominciato, e la povera JJ4 vive nel terrore di essere uccisa, non avendo un avvocato difensore, a parte qualche associazione animal-ambientalista e la LAV, che ha invocato l’art.544 bis del C.P, il quale prevede 2 anni di reclusione per “mandanti ed esecutori che uccidono senza necessità un animale”. Il dibattito intorno alla vicenda si fa rovente, innescando una congerie di talk show speculativi faunistici, con ospiti che spesso si distinguono per il loro behaviour … animalesco.

Il tifo sembra molto a favore di JJ4, che ora si trova “reclusa” nel centro faunistico di Casteller, in attesa della “soluzione finale”. E, da ex educatore e docente di Lingue e Letterature straniere, spero ab imo pectore che la pena di morte venga scongiurata, per evitare di commettere un errore giudiziario a danno di soggetto non in grado d’intendere e di volere. Nemmeno la commutazione della pena in ergastolo ostativo sarebbe accettabile dalla communis opinio, perché questo tipo di condanna individuale, per educarne 100, non si può applicare agli animali che, per definizione, sono privi di raziocinio e di “favella”, ancorché esseri senzienti che ubbidiscono all’istinto, all’imprinting ed al condizionamento umano. In caso malauguratamente nefasto per l’orsa (che in fin dei conti stava nel suo habitat, a “casa sua” nel bosco, quando accidentalmente è avvenuta la presunta aggressione mortale al runner), chi avrebbe il coraggio di andarlo a dire alla Walt Disney e ai bambini, che a letto non dormono senza il rassicurante orsetto (teddy bear) accanto? Proprio in questo momento, la TV sta diffondendo la brutta notizia del ritrovamento, sempre in Trentino, di un animale ucciso, in decomposizione: le marche auricolari dicono trattarsi di M62, altro plantigrade nella famigerata black list di Fugatti. Che cosa sia successo, non si sa. In attesa di chiarimenti, pensiamo all’Abruzzo, dove la convivenza con gli orsi è perfetta. Restiamo umani, quindi, e agli italiani diseducati alla Natura, facciamo un appello riflessivo: per favore, non distruggiamo la biodiversità, il Creato ed i miti dell’infanzia, trasformando anche gli orsi in … capri espiatori!

24.05.2023

                          Prof. Domenico Calderone     

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1 Risposta
  1. Giuseppe Giannini

    C’era una volta il creato, come direbbero i credenti.L’uomo ha sempre convissuto con le altre specie viventi, soggiogandole in base alle proprie esigenze: si è fatto coadiuvare nei lavori, ne ha usufruito per le necessità alimentari e per scopi narcisistici.Accanto agli animali domestici vi sono però altre specie viventi, “selvatiche o meno” che da sempre hanno i loro habitat e vivono secondo natura.L’intensificarsi dell’antropizzazione sta portando alle estreme conseguenze la coabitazione.Da un lato la sottrazione degli spazi e la caccia alle specie esotiche, dall’altro il ripopolamento di altre, che possono dar luogo a problemi di salute pubblica (pensiamo ai cinghiali che si avvicinano ai centri abitati in cerca di cibo).Ci sono gli allevamenti intensivi, cause di sofferenza per gli animali e pericoli per la salute umana (dagli ormoni agli antibiotici, fino ad arrivare al diffondersi di varie specie di virus), e le specie che sono a rischio estinzione (tigri, elefanti, orsi polari e diversi tipi di pesci) a causa dei cambiamenti climatici.L’orsa in questione appartiene a quel tipo abituata a vivere in zone isolate, boschive e di montagna.Tali zone dovrebbero essere tutelate e protette, come avviene nei Parchi naturali, se qualcosa è “andato storto”, causando la sfortunata morte del giovane, non può di certo essere risolto abbattendo l’animale.E’ un modo per pulirsi la coscienza davanti ad una opinione pubblica a caccia di vittime sacrificali, ma che rimuove la questione riguardanti gli spazi del vivere in comune.

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