Protagonismo di Borghi lucani senz’anima

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La nomina di Andrea Bernardo, Sindaco di Colobraro (sfatate per sempre “maledizione” e “leggenda”) a Presidente Anci/Basilicata, la Piazza inaugurata a Potenza il 22 luglio scorso che omaggia i 131 Comuni della Basilicata, la scelta dei Sindaci PD Sperduto di San Fele e Metallo di Ruvo del Monte di votare per Andretta come Amministratore Unico di Aquedotto Lucano, fuori dai vecchi Diktat consolidati del centrosinistra, l’intelligente dinamismo di Felicetta Lorenzo Sindaco di Rapone, il paese delle Fiabe, Aliano che si candida a Capitale Italiana della Cultura 2024 ripropongono la Voglia di Protagonismo, mai sopita, mai doma dei piccoli centri della Basilicata.

A tal proposito esiste ancora una IDEA di futuro dei nostri Comuni? Un Progetto regionale di rivitalizzazione dei nostri borghi anonimi? Sono stati presentati progetti fattibili al PNRR tesi a riprendere il “mai” avviato Piano dei “Cento comuni”? O tutto ciò resta come sempre un semplice e demagogico slogan, un libro dei sogni, buono per tutte le stagioni politiche e per tutti gli amministratori regionali che si sono da sempre destreggiati in questi ultimi quarant’anni tra presunte “immersioni” popolari e terrificanti smemoratezze. Smemoratezze del giorno dopo che hanno contraddistinto generazioni di politici lucani senza pudore, rampanti e spregiudicati.

La Regione Basilicata avrebbe dovuto accorciare le distanze tra cittadino e P. A., tra utente e sanità pubblica, non c’è mai riuscita.Il più delle volte il suo apparato gerarchico-funzionale-amministrativo(parlo da funzionario regionale ultratrentennale in quiescenza) pur in presenza di tante “oasi” e di tante buone pratiche ha creato un distacco terrificante con la società lucana e con le sue migliori energie, giovani laureati iperprofessionalizzati, in primis.

Massimo Severo Giannini qualche tempo fa in un rapporto sulla Pubblica Amministrazione riferiva che lo Stato come le Regioni non sono amici sicuri e autorevoli ,ma, creature ambigue, irragionevoli, lontani dalla nuda e cruda realtà quotidiana. Tale espressione calza a “fagiuolo” per le strutture burocratiche e “socio”-sanitarie della Regione Basilicata. La fiducia dei cittadini lucani si è sempre più affievolita con distanze siderali fino all’ultimo sondaggio del Sole 24 Ore che colloca Governatore e Sindaco di Potenza agli ultimi posti nella Graduatoria di “gradimento”.

Siamo stanchi dei tanti “surrogati” di democrazia e di tanta bieca “oligarchia”.

Abbiamo bisogno di veri e concreti  cambiamenti volti a riformare questi obsoleti modelli organizzativi con l’avvio di un ampio processo di ammodernamento e di semplificazione delle procedure.

Semplificazioni che devono riguardare lo sviluppo della ricerca , l’offerta dei servizi e la formazione continua.

Molte volte mi sono chiesto perché i nostri Borghi sono da sempre considerati SATELLITI, figli di un Dio minore ? Mi sono battuto come un leone da Amministratore di un Comune DISASTRATO di Prima Fascia(Ruvo del Monte) a creare una seria conurbazione (il contrario dell’agglomerazione).

Ero consapevole della mai approfondita distinzione tra “conurbazione e agglomerazione” .

Odiavo l’agglomerazione basata su un forte nucleo centrale (Comuni Capofila e Comuni Satelliti). Agglomerazione che ingloba ingiustamente i centri minori quasi sempre ridotti ad Area di Riserva.(Indiana, il più delle volte). La Conurbazione da sempre agognata da Noi giovani amministratori degli anni ottanta è stata parzialmente realizzata ed è consistita nel creare una vera saldatura reciproca e pianificata dell’area urbana Vitalba/Vulture/Melfese –Aree interne, grazie alle mutue interazioni sociali, grazie alle meghe infrastrutture viarie (Ofantina-Vitalba, in primis) e grazie, soprattutto, alla presenza di importanti Gruppi industriali ,dalla Barilla alla Fiat .

Per realizzare tutto ciò ci siamo fatti promotori, a quell’epoca, di una proposta concreta mutuata sul nostro esorbitante patrimonio immobiliare. A seguito delle ristrutturazioni abitative, post sisma, i nostri piccoli Comuni avrebbero potuto offrire a centinaia di coppie giovani occupate nelle aree industriali del Melfese, appartamenti di ultima generazione e “gioiellini” di abitazioni con prezzi non proibitivi. C’è ancora questa onestà politica di far leva sui Comuni dell’hinterland collegati brillantemente alle aree industriali , grazie all’Ofantina-Vitalba? o dobbiamo prendere atto che i piccoli Borghi sono esclusi dai veri processi economici dell’Area. Oggi non vi sono più giustificazioni di sorta perché la presenza di tutti i servizi primari, infrastrutturali e socio-economici può e deve attivare un nuovo Percorso.

Un Percorso di modernità che vede nella “delocalizzazione abitativa” una delle scommesse vincenti per i nostri Borghi. Tutto ciò significa avere a cuore le realtà minori ormai dissanguate e soccombenti.

Sconfessiamo José Feliciano e i Ricchi e Poveri con il loro mondiale successo: ”Paese mio che stai sulla collina disteso come un vecchio addormentato, la noia e l’abbandono, niente, sono e ”restano” la tua “malattia”.

Sarebbe bello dare sorrisi, dinamismo giovanile, giovialità, entusiasmo e occasioni di lavoro alle nostre piccole “bomboniere” caratterizzate dalla genuinità, dalla semplicità e dall’umiltà della “gens” di montagna, mai doma.

Armando TITA sociologo

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