Programmazione sociale assente tra..Vuoto e Solitudine

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Abbiamo anticipato i Giornaloni (Repubblica, Avvenire …)sulla complessa problematica dei “neet” (giovani che non studiano e non lavorano) ripresa da Stefano Mensurati su Rai Radio 1, ora urge affrontare il tema della solitudine, del vuoto materiale, dell’abuso di sostanze stupefacenti e dell’alcool, fin troppo presenti nei giovani e negli adolescenti lucani…senza scomodare né Giampaolo Balsamo (vedi GdM del 13 maggio ) né Paolo Giordano (vedi Corsera del 7 maggio ), né il prof Vicari con il suo ultimo libro: “Adolescenti che non escono di casa”.

La totale mancanza di seri interventi “sistemici” nei Servizi Sociali lucani ha creato il deserto intorno agli adolescenti .

Al contrario assistiamo a una crescita esponenziale di tante dirigenze/ombre.

Ombre vaganti in una Sanità lucana senza bussola.

Una seria analisi costi-benefici s’impone dopo gli ultimi interventi della Corte dei Conti.

Il gioco dei quattro cantoni esasperatamente praticato in Basilicata si è ripetuto in questi anni. Cancellate le ASL dotate di capillare Medicina territoriale e di importanti Presidi Ospedalieri arricchiti dalla bella presenza “multidisciplinare” dei Consultori Familiari, sono state create le “elefantiache” ASP e ASM con i cosiddetti “Distretti sanitari”, autentici gusci vuoti.

In questi ultimi anni sono spariti i progetti pubblici e del privato sociale contraddistinti da approcci “olistici” che nella loro “interezza” sbrogliavano i danni provocati dalle complessità relazionali.

Del congruo finanziamento di 11,1 milioni di euro dello scorso maggio 2022 legato al PNRR e all’inclusione sociale per soggetti fragili e vulnerabili non abbiamo contezza. Giungono voci su diciotto ipotetici interventi progettuali . Spero che non si riducano a superficiali problemi di socializzazione (mai verificati sul campo) o a confusi bisogni derivanti dalla generica appartenenza ad un’età (progetti “copia e incolla”) .

E’ arrivato il tempo per i direttori generali di ASP e ASM e per i dirigenti dei Distretti sanitari di assumere un autentico ruolo responsabile con una seria programmazione sociale che langue da decenni. Occorre “sostanziare” i servizi sociali lucani sempre più svuotati di progettualità.

Sono fermamente convinto che i miei ex colleghi sociologi (“figure professionali” in via di estinzione) non amino “ciondolare” nelle strutture socio-sanitarie senza uno scopo ben preciso, senza un concreto obiettivo. Essi prediligono la “Sociologia per la Persona” con i suoi importanti , impegnativi e imprescindibili riferimenti alle istituzioni e alla struttura sociale e culturale sia per fermare il disagio dei giovani sia soprattutto per raccogliere l’impegno pionieristico del mai dimenticato Achille Ardigò vocato alla vera promozione del benessere, senza mai scadere nella stucchevole “retorica” di sempre.

Armando TITA

Sociologo

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