
Perchè Gonzalo Higuaìn e Marek Hamsik dopo sette giornate di campionato non hanno segnato ancora una rete?
E’ stato Josè Maria Callejon a pagare qualche fatucchiera per stregare i due bomber e prendersi il titolo di cannoniere partenopeo?
Rafa Benitez è più attaccato ai suoi giocatori o ad un bel piatto di pasta?A svelare questo mistero, il 26 ottobre 2014, sono stati chiamati cinque tifosi e mezzo storici napoletani ed addirittura da Ruvo del Monte: Pietro Graziano, Angelo Simone, Giuseppe Simone, Nicola Mira, Pietro Mira, con Rosetta Serra, neutrale, divisa tra i due figli: Nicola Napoletano e Raffaele Juventino.
Si arriva a Napoli intorno alle 15.30, parcheggio vicino la famosa Edenlandia per distrarsi un pò prima dell’incontro, ma il parco giochi è chiuso: primo triste indizio.
Ci si incammina verso lo stadio e prima di entrare si pensa a fare uno spuntino da McDonald, c’è un’offerta prendi tre e paghi due, ma quando andiamo alla cassa ci dicono che l’offerta vale per le partite successive, probabilmente ci hanno riconosciuto: secondo triste indizio.
Allora ci facciamo coraggio e decidiamo di entrare allo stadio, manca circa un’ora e mezza al fischio d’inzio: prendiamo posto nei distinti superiori; si avvicina un signore e ci dice “s’ ogg’ nun vincimm a cà nà scit” (se oggi non vinciamo da quà non uscite), probabilmente le nostre schede segnaletiche erano già state distribuite; ma noi ci mostriamo compatti, sicuri del fatto nostro, senza mostrare segni di paura.
Ecco le squadre scendono in campo, il Napoli si raduna a grappolo per una sorta di rito scaramantico, la partita ha inizio: batte il Verona, non passano neanche 30 secondi ed il Napoli è in svantaggio: terzo triste indizio.
Tutti ci guardano, ormai pensano che più che indagare siamo dei veri e propri iettatori, noi con ampi gesti facciamo capire che la partita è appena iniziata.
Intanto elicotteri della polizia ed aerei provinienti da Capodichino intasano i cieli sopra lo stadio, si sente una strana puzza, no no, nessuno di noi si era fatto sotto, era solo un petardo inesploso.
Benitez si alza dalla panchina, e l’attenzione si sposta su di lui con frasi irripetibili, quella più dolce, e l’unica citabile, è: Purptton (polpettone).
Il Napoli rischia di prendere la seconda rete, i minuti passano ed ad un certo punto ci sembra di sentire gridare da tutto lo stadio: Higuaìn, Higuaìn, invece a sentir bene, tutti rivolti verso di noi dicevano: iatvìn o v’accirimm (andatevene o vi ammazziamo): fu quello l’unico momento in cui abbiamo avuto paura; Nicola invece ripeteva tra se e se: chi u vol sntì a fratm, non si dava pace per il fratello juventino che lo avrebbe deriso.
Mentre la folla si stringeva attorno a noi, ecco un angelo scende da cielo, è lui Marek che segna allo scadere del primo tempo la rete del pareggio, il primo si è sbloccato: il paliatone è rimandato.
Nell’intervallo ci riuniamo in una preghiera collettiva, neanche il tempo di finirla che già inizia il secondo tempo: i primi trenta secondi passano, meno male non succede nulla.
Passano i minuti e Marek si ripete, 2-1 ed è apotesi, i più contenti siamo noi che ci abbracciamo quasi increduli, pensando di aver scampato il pericolo, ma così non è ed il Verona pareggia quasi subito 2-2.
A questo punto si sente in grido dalla folla: “ni cacat proprio, i cunt i facimm a fin, Avevan vnì a Potenza a romp u….” (non li pensate proprio, i conti li facciamo alla fine, dovevano venire da Potenza a rompere….), neanche il tempo di sprofondare che un altro angelo scende dal cielo, questa volta è Gonzalo che segna il 3-2: anche il secondo si è sbloccato.
A ritmo serrato segnano ancora Callejon 4-2 ed altre due reti di Gonzalo per il definitvo 6-2.
Alla fine la gente si ricrede e ci osanna con la folla grida: tutti a Ruvo del Monte, ma noi “arò iat, statv i cas vost, nun tinimm arò metterv” (dove andate, statevi alle case vostre, non abbiamo dove mettervi) e tutto si conclude con una grande risata ed un lungo applauso.
Abbiamo passato veramente una giornata intensa ed indimenticabilie, almeno per oggi ci godiamo questa vittoria.
Il gruppo tifosi (scusate per la cattiva traduzione in napoletano){jcomments on}
































