Le fughe dei giovani cervelli

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L’ultimo Rapporto Svimez  aveva finalmente acclarato che i cervelli in fuga dal Mezzogiorno pesano solo  sui bilanci familiari .

Queste corsie preferenziali per  i soliti noti stridono con l’accorato appello di qualche tempo fa della GdM (vedi Patruno) rivolto ai giovani meridionali  a frequentare le Università del  Sud .

Un appello che  dovrà  essere supportato da  serie politiche giovanili e da una proficua progettualità regionale  rivolta ai cervelli  in fuga.

A tal proposito, lo abbiamo ripetutamente  richiesto,  alla luce del varo del PNRR,  la Regione Basilicata sarà in grado  di “rispolverare”  il vecchio progetto  dei  “Cento Talenti” ?

Badate bene, cari Amministratori regionali, “Cento Talenti non Cento Parenti”.

Giannola Presidente Svimez  (mi piace ribadirlo, specializzato post –laurea al Centro Manlio Rossi-Doria di Portici) ripete come un mantra che il fenomeno dei nostri cervelli in fuga va ricercato nella carenza strutturale di occasioni di lavoro qualificato .

Draghi aveva cercato timidamente di invertire questa terrificante  rotta, oggi “l’abbuffata ministeriale” della Meloni riservata ai tanti  “Marchesi del Grillo” ripropone il tema  dell’esodo giovanile impazzito e della precarizzazione di massa che ci pone all’ultimo posto della graduatoria europea dei salari percepiti da giovani, donne e lavoratori . Speriamo  almeno di fermare le rimesse al contrario.

Negli anni cinquanta e sessanta i nostri emigrati inviavano ai loro  familiari le cosiddette rimesse, oggi cara Meloni, come lei  ben  sa,  sono le famiglie meridionali, in primis, a garantire il welfare e il diritto allo studio  ai loro  figli sostenendo l’enorme costo della vita nelle grandi città del Nord Italia e del Nord Europa.

Un fenomeno che solo per i giovani universitari è quantificato in centinaia di milioni di euro.

A tutto ciò si aggiunge l’illogicità e per certi versi  l’incostituzionalità dei Criteri del Fondo Unico Nazionale che impoverisce  e umilia le  Università  del nostro amato Sud.

Siamo stanchi di spese storiche e di “consolidati” goffamente rilanciati  dalla Proposta Calderoli …un po’ di onestà intellettuale  e di equità nel 2023 ci suggeriscono che siamo stanchi pure dei tanti  “caporali”( alla Totò), coloro che ci tiranneggiano, ci maltrattano e ci umiliano senza averne l’intelligenza e l’autorevolezza.

Armando TITA

Sociologo

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