La credibilità dell’artigianato in OBLIO da settant’anni.

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Ecco la mia lunga INTRODUZIONE al “Focus sull’Artigianato” tenuto  a Pignola il 6 Maggio scorso nello stupendo SALONE del prestigioso Palazzo GAETA Organizzato dal Comitato Comunità e Sviluppo, Forum 2050 e Comune di Pignola

Amici cari …Vi chiedo sommessamente di sopportarmi  per una quindicina  di minuti o qualcosina in più. In questa Introduzione ci sono tutte… la Passione, la Storia, la Tradizione e l’Evoluzione dell’artigianato lucano, dalle Botteghe-scuole degli anni cinquanta ai moderni creatori di imprese di oggi. Avrei potuto cavarmela riprendendo le quattro parti della legge, le funzioni,  i compiti e le specificità dell’impresa artigiana lucana, Ma, e sottolineo MA, essendo figlio d’arte, padre falegname, nonni  e zii artigiani (sarti e falegnami) la mia Introduzione  non poteva che essere un vero atto d’amore verso questo mondo, un mondo che mi appartiene e  che vorrei ricordare con fierezza rimarcando  per qualche minuto lo stupendo periodo che ho vissuto come funzionario regionale, come Capo Progetto e come autore di un Volume che ha esaltato il nostro Artigianato, grazie ai Rapporti sull’Economia lucana dell’Ibres e sul Fabbisogno Formativo dell’Arsa del 1991, molto prima dell’avvento Fiat e Centri Oli. Spero di non essere additato come  il LAUDATOR TEMPORIS ACTI, il Lodatore del Passato. Ob torto collo devo e me ne scuso parlare un po’ di me  in questa introduzione, i frammenti di autoreferenzialità sono esempi concreti di buone pratiche. Siamo al terzo FOCUS sull’Artigianato dopo quelli tenuti al Centro Polivalente di Ruvo del Monte con Pro LOCO e Amm/ne Com/le di Ruvo del Monte, il primo ha riguardato la vivacità artigianale delle due aree del Vulture e dell’Alta Irpinia negli anni cinquanta e sessanta con le loro belle e mai dimenticate “ Botteghe-Scuole per Scalpellini” di Sant’Andrea di Conza (AV) e le “Botteghe-Scuole per Bottai” di Ruvo del Monte (PZ) (La bottega di Mio nonno materno Giuseppe, per esempio), senza mai tralasciare il riconoscimento odierno di Slow Food (Carlo Petrini) e di  FICO (Oscar Farinetti) alla nostra pregiata enogastronomia, alle nostre cannazze e al nostro ragù, compreso tutto il Food , il settore dell’artigianato agroalimentare, (a tal proposito qui siamo nel Regno dell’eccellenza  delle Tre “P” “Pasticceria, Pasta Fresca e Panificazione” con un particolare richiamo da parte mia  ai vostri stupendi Caseifici, Maddalena, in primis). Un FOOD, made in Basilicata, sempre più su, come sostiene la Confartigianato. Il secondo Focus  ha riguardato la Rigenerazione Urbana, i Centri Storici e i Laboratori Artigianali UNITI  nella rivitalizzazione dei nostri Borghi. Entriamo nel dunque…Ignorare per quasi sette anni la l.r. n.29/2015(spero che non sia intervenuta la Cabala Napoletana per il 29), nuova legge organica in materia di artigianato, consentitemelo, è stato un vero pugno nello stomaco riservato alle decine di migliaia di imprese artigiane che operano sul campo in Basilicata. La legge partorita dal Consiglio regionale non ha mai goduto di una corsia preferenziale, non ha mai goduto di una concreta regolamentazione attuativa, è caduta nell’oblio fin dalla sua nascita. Altre leggi partorite dallo stesso Consiglio Regionale hanno avuto miglior sorte, mi riferisco alla Legge n. 11/2000 sulle Politiche Giovanili con l’istituzione del Forum regionale dei Giovani e la legge n. 26/2004, legge quadro sullo Sport. Leggi che ho regolamentato nella mia qualità di Responsabile delle Politiche Giovanili e delle Politiche per le attività sportive con la redazione e l’elaborazione  di moderni Dispositivi Tecnici per le Sponsorizzazioni sportive, di originali e inediti Progress Report sullo “Sport per TUTTI”, di Piani Biennali e di Piani triennali con l’annesso prestigioso Primo Corso Nazionale lucano per Maestri di Sci Nordico e Alpino organizzato con la Facoltà di Medicina della Sapienza e la FISI (federazione italiana sport invernali) sottolineando con orgoglio che  ad ogni maestro di sci lucano qualificato è stato erogato, grazie alla nostra buona progettualità FSE dell’epoca, un Voucher di 10mila euro. Sono Piani e Programmi che hanno avuto il giusto ristoro e i  riconoscimenti nazionali ed europei, nonché  le menzioni speciali del Forum P.A. Tutto ciò per ribadire che le stesse procedure, le stesse tipologie di provvedimenti vanno adottati, oggi, calando la legge 29 nella programmazione regionale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Concetto fondamentale, propedeutico alla realizzazione di  un vero e serio Piano Triennale per l’Artigianato con i  relativi e conseguenti Piani annuali. In “Futuro e Artigianato” (rivista della CGIA di Mestre) il prof. Massimo Costa, docente della Formazione dell’Università Cà Foscari di Venezia, coglie in pieno le ragioni per le quali la figura dell’artigiano rappresenta oggi quella più adatta a generare INNOVAZIONE attravrso i Maker, le nuove figure definite: “Artigiani evoluti”. Con il  Patrocinio del Presidente della  Provincia di Potenza nei mesi scorsi è stata ripubblicata la  seconda edizione del Volume: “Quando l’artigianato lucano garantiva PIL e Occupazione” arricchita dal Report sul Progetto ‘91, il cosiddetto FIART (progetto antesignano, per quanto concerne la Formazione e l’Innovazione in Artigianato), pubblicato sulla Rassegna dell’Economia Lucana della  Camera di Commercio(n. 5/92) e dalla Verifica amministrativa e contabile del Ministero del Lavoro. La seconda edizione, dedicata al blogger Antonio Nicastro (morto di covid con tutta la personale tragedia vissuta) e al padre Alfonso rinomato artigiano del ferro, protagonista di numerose Mostre Regionali e Nazionali di successo, ripercorre le tappe del “Progetto Artigianato della Basilicata”. Artigiano e Artista come sostengono Gerardo Lisco e Mariano Paturzo nelle loro  recensioni al mio Volume, pubblicate sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 21 Marzo scorso, hanno la stessa radice, ed, oggi, ancora di più, in un sistema produttivo dominato dalla bieca standardizzazione. Per porre un freno all’emigrazione vennero messi in campo una serie di interventi di Politiche Attive del Lavoro finalizzate all’occupazione concreta e non alla ambigua occupabilità odierna, tra i quali rientra il “Progetto Artigianato della Regione Basilicata 1989/91”. “Il Progetto Artigianato è lo strumento formativo che la classe politica degli anni ottanta/novanta, rappresentata dall’allora Assessore alla Formazione prof. On. Nicola Savino promotore dell’art. 8 della L.R. n.32/85(legge sull’imprenditoria giovanile che anticipava la legge nazionale n. 44/86, meglio nota come Legge De Vito) e dal suo successore On. Dr. Gianni Pittella, attuatore della Prima e Seconda Fase del Progetto utilizzò per rilanciare il settore in chiave moderna e innovativa grazie a una  “formazione in autonomia”, rivoluzionaria per quell’epoca, e, soprattutto, grazie a una particolare priorità data  alla “Sicurezza sul posto di lavoro” con il coinvolgimento diretto dell’Ispettorato del Lavoro. Formazione in autonomia, snella e sburocratizzante, nata dalla mia mente bacata, è servita molto per superare pastoie e vincoli considerati insormontabili. Un esempio su tutti, la complessa compilazione dei moduli e la diversificazione dei periodi attestati ai vari e molteplici Profili professionali. E’ bastata, su mia proposta modulare, definire una semplice deliberazione univoca della Commissione Regionale per l’Impiego valida per tutti i Profili di che trattasi. Tutto ciò per ribadire che la burocrazia può essere annientata e può essere sterminata con pochi atti amministrativi di serietà. L’idea di affidare alla formazione il rilancio dell’artigianato è  stato il vero valore aggiunto di tutto il progetto (oltre duemila assunti nelle quattro fasi modulari con contratti di F. L. “l.863/84” e  870 aziende artigiane coinvolte). Infatti attraverso la formazione che io definii a suo tempo tecnico/pratica (FTP) per distinguerla da quella teorica di base (FTB) affidata ai Formatori rivenienti dalla Confartigianato e dalla CNA, la cui formazione svolta al Giubileo Hotel fu predisposta dalla mia struttura dipartimentale di concerto con l’ECIPA/CNA di Bologna e Modena e con l’ISVOA/Confartigianato di Padova e Treviso, venne recuperato e rivalorizzato lo status sociale del “maestro artigiano”(come erano orgogliosi i nostri Artigiani con il loro “Registro del Docente”). Maestro Artigiano  che irrompe direttamente dal passato in un contesto post moderno (un esempio su tutti…i  laboratori artigianali di Alta sartoria, Oreficeria e Maglieria coinvolti direttamente nelle collezioni di Alta Moda da Brunello Cucinelli e da Dolce e Gabbana). Maestro artigiano che, a sua volta, vuole e pretende che l’apprendista/collaboratore sia  in perenne formazione. “Idea forza” recepita timidamente in qualche occasione dalla Camera di Commercio della Basilicata grazie a un percorso formativo rivolto agli studenti dell’IPSIA “Giorgi” di Potenza denominato “Lana e dintorni”, in partenariato con il progetto europeo “Wool” che si avvale della docenza di una brava Artigiana. Come evidenzia il prof. Linzalone dell’Università  della Calabria che ha curato la Presentazione del mio Volume: “La capillarità, l’ampiezza dell’analisi fanno del libro di Armando Tita un libro di interesse per chi si occupa di amministrazione, di formazione e politiche attive del lavoro, per chi opera nelle Associazioni di categoria e nelle imprese, in particolare artigiane, e per chi studia la pianificazione e gestione dei progetti formativi.” I brillanti risultati conseguiti  dal “Progetto” sono ampiamente testimoniati dalla totale contribuzione del Ministero del Lavoro e del FSE (97% a carico del Ministero del Lavoro e 3% a carico della Regione Basilicata…per mero rispetto del principio di “sussidiarietà”)senza considerare l’enormità dei dati statistici riportati nel libro e, segnatamente, dal riconoscimento postumo del Progetto  avvenuto con mia profonda meraviglia, venticinque anni dopo, nel 2016, come “Patrimonio Librario” dell’autorevole Biblioteca di Montecitorio e come “Buone Pratiche”, dal sistema STAIRS “Banca Dati  della Camera dei Deputati” (codice identificativo 7462) che raccoglie i dati positivi rivenienti dalla intera Pubblica Amministrazione. Il “Progetto” pubblicato sulla nota RIVISTA scientifica “Osservatorio ISFOL” n. 1/89 e n.5/91 ha rappresentato un passaggio fondamentale per lo sviluppo dell’artigianato in Basilicata. Oggi l’artigianato lucano, pur nella micidiale crisi energetica e nella mostruosa chiusura di migliaia di Laboratori, grazie alla bella imprenditoria femminile(ironia della sorte, proprio ieri, è stato pubblicato il Bando per i contributi a fondo perduto) e ai tanti giovani imprenditori che hanno visto nell’artigianato un modo per valorizzare le proprie capacità è un settore che alle attività tradizionali del legno, del ferro, delle ceramiche, ne ha aggiunte altre…dalla scarpa di qualità alla produzione della Birra, dal Digitale al rinnovato Mobile imbottito che ha ripreso in questi ultimi tempi ad esportare nel Mondo. Per queste serie motivazioni di fondo noi vogliamo sperare che si esca  da questo torpore malvagio e da questo  superficiale spontaneismo e che si creino le condizioni per una vera e duratura crescita del settore attraverso una santa alleanza tra Regione, Camera di Commercio e Associazioni di categoria. Non a caso i già citati Gerardo Lisco e Mariano Paturzo  (bontà loro)sostengono che il  mio Volume  merita di essere letto e può essere richiesto gratuitamente alla Casa Editrice  “Il Segno” che ne ha curato la pubblicazione.

Mi avvio alle conclusioni .

Il Prof. Gino Magno, altro uomo di punta dell’artigianato lucano, a lui si devono le prime progettualità miliardarie sui Centri Taglio (dagli otto ai sedici miliardi di lire) e le regolamentazioni attuative sui Consorzi fidi e sulle Cooperative di Garanzia, già Responsabile ARSA(azienda regionale sviluppo artigianato) per il Vulture Alto Bradano e coautore insieme al Dr. Michele Claps dell’IBRES del mio Volume, si scusa per non essere qui con NOI… mi ha inviato una brevissima Nota che intendo porre alla vostra attenzione. Caro Armando Ti sono profondamente grato per tutto quello che  stai facendo sull’artigianato lucano come agente promotore dello sviluppo locale, specie in questa fase della nostra comunità regionale, specie nei nostri piccoli borghi, meri cimiteri dei vivi. Oggi siamo convinti che la Basilicata non è più quella che è stata descritta trent’anni fa nella  narrazione ufficiale del Nostro Volume  e sono convinto che la desertificazione e lo spopolamento dei nostri Comuni (ad eccezione di Pignola) non è un maleficio che ci è stato assegnato da un destino crudele ed  avverso. Ognuno di noi deve riconoscere la propria parte di responsabilità. Il futuro è nelle nostre mani (si fa per dire …con i nostri settant’anni). E non si può che  ripartire dalle piccole iniziative imprenditoriali che si creeranno in ambito locale. Tutto ciò che stiamo  facendo per tenere viva questa assunzione di responsabilità ha un valore che va al di là di ogni pur lodevole iniziativa. Dobbiamo insistere, dobbiamo coltivare la speranza che qualche orecchio attento e qualche intelligenza politica sveglia possa cogliere il messaggio e trasferirlo in una vera e seria programmazione operativa che non ignori il valore dell’artigianato lucano. Artigianato lucano ignobilmente trascurato dal Piano Strategico Regionale. Vorrei chiudere questa mia introduzione citando Beppe Severgnini e il suo ultimo libro “NeoItaliani”, Rizzoli Editori 2021, in particolare, il capitolo 35, dedicato interamente all’artigianato. Occhi, mani e cervello non sempre vanno nella stessa direzione. Mi ha sempre colpito l’orgoglio italiano degli artigiani, spesso la gioia, di svolgere il proprio mestiere con precisione, di pensare un’opera, un oggetto il giorno prima  e realizzarlo il giorno dopo. Orgoglio e gioia che dovrebbero mostrare le istituzioni regionali se la legge 29 uscisse da  questo pazzesco Labirinto/confusione. Un Labirinto  dove predominano, ancora oggi, mosse false e vicoli ciechi. Vorrei, infine, che si uscisse dall’oblio, dall’agonia, dalle  acque stagnanti, limacciose e da quella patogena Fontana malata (metafora di una celebre poesia di Aldo Palazzeschi) che ha caratterizzato nelle ultime settimane il modus vivendi e operandi della Giunta  e del Consiglio regionale. Un vera uscita fatta di orgoglio e di sussulto che possa  far rinascere dopo sette lunghi anni di oblio e di agonia, il valore del saper fare, l’identità e il rispetto…riconoscimenti dovuti  ad ogni  singolo maestro artigiano lucano.

Consentitemi uno sfogo personale, consentitemi  di chiosare una considerazione finale con tanta, tanta amarezza, vale per me, vale per i Gino Magno, vale per i Michele Claps…vale per i tanti funzionari regionali che hanno dato lustro e prestigio alla Regione Basilicata ricevendone in cambio  ogni tipo di ingiustizia, ogni tipo di  disgustosa sperequazione. Per Noi la Regione Basilicata si è rivelata “Matrigna” per tanti altri autentica “Meretrice”.

Chiudiamo con il famoso aneddoto napoletano di Peppe Nasella: ” ‘N ’copp  a Varch e Peppe Nasella a Prua combattevano e a Poppa manco ‘o sapevano”

Sociologo di strada

Armando TITA

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