Il 5 gennaio scorso Rai Uno ha voluto ricordare il Ventennale della scomparsa del Grande Giorgio Gaber riproponendo l’intervista di Gigi Marzullo in occasione del Premio Speciale “Maratea Teatro 19, 92” assegnato al grande artista milanese, il Signor G, il protagonista unico del Teatro/Canzone, quella stupenda forma di arte musicale e teatrale lanciata con Sandro Luporini.
Non bisogna dimenticare che il “ Maratea Teatro” diretto brillantemente dal regista Mariano Paturzo non è stato solo un Premio, ma, il punto di incontro e di discussione fra i maggiori esponenti del teatro europeo, grazie ai buoni servigi di Giorgio Strehler, Franz De Biase, Presidente dell’ETI (Ente Teatrale Italiano), l’Associazione Nazionale dei Critici Teatrali , il Teatro Eliseo, il disciolto Ministero dello Spettacolo e la guida politica, intelligente e pragmatica, dell’allora Presidente socialista dell’Amministrazione Provinciale di Potenza, Avvocato Antonio Pisani.
E’ stata la prima volta che una Amministrazione Provinciale del Mezzogiorno sviluppava perspicacemente la promozione e lo studio della cultura del teatro avviando felicemente rapporti istituzionali con l’ex Unione Sovietica, (Dio mio…come sarebbe bello oggi riproporre la stessa collaborazione con una auspicata Russia democratica ) con la Francia, con la Spagna e con l’Istituto Internazionale del Teatro dell’UNESCO.
Quella “Cultura del Teatro” da non confondere con l’edificio teatrale in cui si è soliti confinarlo , è la più alta forma umana di comunicazione non mediata, diretta e immediata.
Il “Maratea Teatro” è stata la “vendetta” di una generazione culturale periferica. Cimentarsi con Taormina e Venezia è stato l’orgoglio di una Comunità teatrale lucana tenuta sempre ai margini.
Una vendetta marateota maturata dopo la bella esperienza vissuta dall’Associazione Teatrale della Basilicata (ATB) nei primi anni ottanta.
Il primo e unico Consorzio Teatrale dei Comuni lucani, antesignano del Teatro Sociale e di Comunità,(diffidate, cari amici, di tutte le imitazioni successive)che, per la prima volta, in Basilicata ha incoraggiato la creatività dei ragazzi con i Laboratori-Stage e garantito un vero Cartellone Professionale, “regalandosi” , fra l’altro, Sale teatrali ristrutturate, moderne e innovate, grazie all’operato della Commissione Tecnica Regionale “Cine –Teatri”, che, nel frattempo, aveva recuperato tre miliardi di vecchie lire della vecchia Ordinanza “80”, mai utilizzati.
Costruire questa bella collettività teatrale “amica”, è servita a difendere quel teatro che è e vuole restare umano e che non cerca “ruffianamente” il facile consenso, è servita, soprattutto, ai tanti giovani artisti/attori dell’epoca ad esigere il diritto alla vera libertà, alla vera indipendenza dalla politica politicante e dal “mercato”, perché al “mercato” si possono comperare prodotti di consumo , generi alimentari, abbigliamento, non teatro, né tantomeno cultura, arte, musica e ricerca.
Armando TITA
Sociologo












