IL DR. VITO ANTONIO GERARDO RICIGLIANO, RICERCATORE LUCANO ORIGINARIO DI SAN FELE, VINCE IL 1° PREMIO AL “ TOURNAMENT PRIZE 2020 OF THE VIRTUAL CONGRESS OF THE EUROPEAN ACADEMY OF NEUROLOGY” DI PARIGI.

Non capita sempre e a chiunque, la fortuna di dare al pubblico una notizia importante che riguardi un proprio ex alunno. Se poi hai il privilegio di trattare, per la seconda volta, ancora di lui, a distanza di lustri, per cose altamente edificanti, allora siamo all’apice della soddisfazione e dell’orgoglio.
Nella fattispecie, la notizia scoop investe il dr. Vito Antonio Gerardo Ricigliano, lucano originario di San Fele, (il paese delle Cascate, dove vive la sua famiglia), giovane, brillante ricercatore a “La Sorbonne” di Parigi, che, non smentendosi mai, dopo essere stato nominato, nel 2007, “Alfiere del Lavoro” dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in quanto risultato tra i 25 migliori studenti d’Italia, con voto di maturità liceale classica di 100/100 con lode (vedi mio articolo su “Il Quotidiano della Basilicata” del 28-11-2007) ha intrapreso un percorso accademico virtuoso da “capogiro”, è proprio il caso di dire, visto l’argomento.


Infatti, subito dopo il diploma, facendo la spola tra “La Sapienza” di Roma e l’Università di Oxford (GB), Dipartimento di Fisiologia, Anatomia e Genetica, laboratorio del dr. Sreeram Ramagopalan, in qualità di studente medico, in primis, nel 2013, in anticipo sui tempi previsti, consegue la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’ateneo romano, con la votazione di 110/110 cum laude, discutendo la tesi: ” Studio dello stato funzionale della cromatina nelle regioni genomiche associate alla sclerosi multipla in differenti tipi cellulari” con relatore il prof. Marco Salvetti. Poi, nel 2014, nella medesima università, consegue col massimo dei voti l’abilitazione all’esercizio della professione medica, che gli dà lo start per una carriera come ricercatore all’Università di Oxford”, Dipartimento di Neuroscienze cliniche, Ospedale John Radcliff, laboratorio del dr. Zameel Cader.
Nel 2018 arriva la specializzazione in Neurologia, presso l’Università degli Studi di Milano, con votazione di 70/70 cum laude; titolo della tesi: ” Il disfunzionamento energetico talamico influenza il danno micro- strutturale dei fasci talamo-corticali nella sclerosi multipla”, relatore il prof. Giovanni Meola.
Dal 2019 è dottorando di ricerca in “Neuroimaging avanzato nella sclerosi multipla” presso la prestigiosissima università “La Sorbonne” di Parigi, ospedale Pitié-Salpêtrière, équipe diretta dal prof. Bruno Stankoff.
Il dr. Ricigliano è coautore di 17 pubblicazioni scientifiche nel campo della Neurologia e, tra i numerosi riconoscimenti, può vantarsi di essere stato il primo vincitore di una Borsa di studio per tesi all’estero, svolta tra ottobre 2012 e gennaio 2013, presso la “University of Oxford”, Functional Genomics Unit, Department of Physiology, Anatomy and Geneticts (laboratorio del dr.Sreeram Ramagopalan). Inoltre è stato vincitore, nel 2015, del Premio di Medicina “Potito Petrone”, per la migliore tesi medica dell’anno 2013 presentata da uno studente lucano.


Approfittando dello speciale rapporto tra lo scrivente e lo scienziato, a beneficio dei lettori, gli è stato chiesto di tracciare una sinossi del suo pensiero scientifico, allo stato dell’arte, per capire qualcosa di più di Neurologia, questa branca complessissima della medicina, che investe una sempre più vasta platea di persone affette da malattie degenerative, come il morbo di Parkinson, il morbo di Alzheimer etc. E, noblesse oblige, attraverso un idioletto-socioletto settoriale supportato da un registro linguistico di livello molto alto, ricco di anglicismi tecnici che qualificano il parlante, il bravissimo ricercatore ci ha rilasciato la seguente “confessione”: “ Il mio interesse è lo studio delle patologie neuroinfiammatorie, in particolare la sclerosi multipla, malattia demielinizzante immuno-mediata del sistema nervoso centrale. Negli anni universitari, ho studiato il contributo delle interazioni geni-ambiente nell’eziologia della patologia, concentrandomi nello specifico sul ruolo del virus di Epstein-Barr, l’importanza dei polimorfismi genetici identificati dagli studi genome-wide, l’analisi dei profili di espressione genica in singola cellula di gemelli monozigoti discordanti per la patologia. Durante la specializzazione in Neurologia, ho partecipato all’attività clinica e di ricerca sulla sclerosi multipla al Policlinico San Donato, attraverso il reclutamento ed il follow-up dei pazienti in studi clinici. Dopo il trasferimento in Francia nel 2019, ho iniziato un dottorato di ricerca sulle tecniche di neuroimaging avanzato per studiare il contributo della disregolazione energetica e dell’attivazione dell’immunità innata alla neurodegenerazione nella sclerosi multipla. Accanto all’attività di ricerca, continuo a condurre la mia professione clinica nel centro multidisciplinare Cosem a Parigi, attraverso ambulatori di neurologia generale ed elettromiografia”. Semplice, no?
Ora questo spiega abbondantemente perché questo scienziato, eccellenza lucana, sbaragliando tutti, ha vinto il prestigioso Torneo internazionale summenzionato (budget ridotto a soli 1000 euro, per la crisi economica dovuta al Covid- 19, ma di prestigio incommensurabile) che, a causa della pandemia, anziché fisicamente a Parigi, ha avuto luogo in teleconferenza, in lingua inglese, dal 23 al 26 maggio 2020, ed ha coinvolto le Società internazionali di Neurologia di ben 47 nazioni europee. Che dire ancora di questo genio? Solamente : ” chapeau e ad maiora!”
Prof. Domenico Calderone

591
0

Categorie

Spot Proloco Ruvo

Archivi

Le nostre Nuove Storie