Grazie Zangheri, grazie Bologna, grazie Emilia Romagna

zangheri

E’ morto Renato Zangheri, il sindaco di Bologna, che poco prima del Natale 1980  venne a Ruvo del Monte (PZ) per rendersi conto personalmente delle ferite che aveva inferto al nostro territorio il devastante terremoto del 23 novembre di quello stesso anno.

Noi ruvesi lo ricordiamo come una persona affabile e gentile che ci ispirava fiducia.

Infatti, ci siamo fatti “adottare” perché, quando gli chiedemmo la possibilità di gemellare Bologna con Ruvo del Monte, il suo sì fu commovente perché espresso con un abbraccio che è il simbolo della protezione e dell’affetto, anche se non gli offrimmo niente, lo accogliemmo con calore e speranza e ascoltammo le sue parole con la massima attenzione.

Erano giorni  veramente difficili, ci sentivamo smarriti e avevamo bisogno di tutto.

Questo lo intuì subito e nel suo saluto ci esortò a concentrarci sui problemi da risolvere, di  discuterne e nel momento di realizzare le cose  essere uniti e “tirare il carro tutti nella stessa direzione”, sottolineò  anche che ogni comunità è  artefice del proprio destino ma ammonì  “i politici” a non carpire la buona fede della gente e a gestire la cosa pubblica sempre tenendo presente l’interesse generale: in queste circostanze, agire diversamente sarebbe un delitto mostruoso.

Tutti comprendemmo il significato delle sue parole e, dopo, le cose sono andate meglio. Il “professore”, comunque, non ci ha lasciò soli: coordinata da un assessore del Comune di Bologna, ci mise a disposizione, per lungo tempo, una grande  organizzazione,  capace non solo di gestire i problemi della sistemazione, in ricoveri sicuri, di persone ed animali ma anche a fornirci gli strumenti necessari per una programmazione efficace della ricostruzione.

In quei mesi del terribile inverno del dopo terremoto vegliavano su di noi i Comuni di Bologna e di Casalecchio sul Reno insieme a tanti altri volontari venuti da ogni parte d’Italia.

E’ opportuno ricordare, che le tante opere che furono realizzate e programmate, nella prima fase di ricostruzione del paese, ebbero non solo il contributo diretto dei volontari, ma la protezione “politica” di Renato Zangheri, per questo noi ruvesi  ricorderemo questo “grande statista” anche come un vero meridionalista.

Con l’occasione  esprimiamo un grazie di cuore a tutti quelli che ci hanno aiutato, inviamo le nostre condoglianze alla famiglia, agli amici e alla città di Bologna.

ANTONIO RITA

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