Come risolvere il problema dei cani randagi? Basta avvelenarli

Non si placa l’ondata di violenza e atrocità nei confronti dei cani randagi a Ruvo del Monte.

Ieri, 24 febbraio, sono stati ritrovati almeno 3 cani, dopo quelli dei mesi precedenti, atrocemente avvelenati e lasciati morire.

Il problema del randagismo è vecchio e che, purtroppo, non si riesce a risolvere; tanto vecchio e di pubblico dominio che anche l’ E.N.P.A. (Ente Nazionale Protezione Animali) si era sentita in dovere di avvisare il Sindaco per mettere in atto tutto quello che era possibile per cercare di arginare il fenomeno: dalla sterilizzazine, all’impianto di microchip, fino all’adozione, evitando sofferenze ai poveri animali (vai all’articolo).

Il problema meriterebbe certamente un più ampio approfondimento, senza voler copevolizzare nessuno: ma in tutto questo i cani che colpa ne hanno?

L’inaudita violenza nei confronti delle povere bestiole è segno di assoluta inciviltà.

Uccidere i cani non risolve il problema, altri verranno abbandonati e saranno costretti a risalire verso Ruvo per sfamarsi e prenderanno il posto di quelli che sono stati uccisi.

Chi si erge a giustiziere (tra l’altro avvelenare i cani costituisce un reato perseguito dal codice penale) in nome della pace sociale, farebbe bene a guardarsi intorno e capire realmente cosa non va nel paese.

Al danno si unisce la beffa, oltre ad essere abbandonati dai padroni, ritenuti dagli animali “amici”, ma in realtà persone senza cuore, vanno incontro ad un destino che loro non hanno scelto.

Concludo rimandandoVi ad un articolo sulla morte di Bianca, il cane amante della musica, divenuto il simbolo dei randagi ed accudita dalla popolazione della quale era diventata parte integrante.    vai all’articolo

Pietro Mira

 

Bianca accompagna la sposa in Chiesa

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