ANTEPRIMA del Rifugio Casone Bucito perfettamente riuscito

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Almeno 30 alpinisti della Sezione CAI di Melfi sono stati accompagnati dal Presidente della Sezione Michelangelo Moscaritolo e dal Presidente del CAI Basilicata Pasquale Minadeo nel percorso dal Municipio di Ruvo del Monte, attraverso il Bosco Bucito, sino al Casone dove, ad accoglierli, le massime autorità locali, il Sindaco Michele Metallo, il Vice Sindaco e e Consiglieri di Ruvo del Monte, il Sindaco di Rapone Ing. Felicetta Lorenzo, il Sindaco di Atella, Gerardo Lucio Petruzzelli, il Presidente del Parco Regionale del Vulture Donato Sperduto ed il Vice Sindaco di San Fele Michele Pierri, il Presidente dell’associazione “U uatteniere” di San Fele Michele Sperduto, la Pro Loco di Ruvo del Monte nella persona di Serena Grieco e persino, il Sindaco di Melfi Giuseppe Maglione. La capo gruppo FAI di Melfi Filomena Guidi ha ricordato che il Casone Bucito si è classificato, tra I LUOGHI DEL CUORE FAI, in 4^ posizione assoluta di categoria e 7° in Basilicata. Quindi l’istituzione del 1° Rifugio CAI in Basilicata, sembra cosa fatta ed il Casone diventerà la Casina Sociale della Sezione di Melfi ma anche delle altre 4 Sezioni Lucane. Per lo sport invece, assente per altri impegni istituzionali il Presidente del Comitato Regionale CONI Basilicata Leopoldo Desiderio, sono stati presenti per la Federazione Motociclistica Graziano Lombardi del Comitato Regionale Basilicata e la Presidente della Orienteering School Raffaella Cimmarusti di Bari. Non è mancato il Capo Branco Giuseppe Sisto della Direzione Regionale Puglie degli Scout AGESCI a ribadire che la prima certa utenza del Casone sarà garantita dai pugliesi insieme ai campani che, di certo, giungono in Basilicata per gli incantevoli scenari naturali ed anche attirati dalla affascinante storia dei briganti che, con la STORIA BANDITA ed alcuni sceneggiati TV, ha raggiunto moltissimi utenti. Ed ecco che il Rifugio Casone Bucito ospiterà la Locanda Carmine Crocco, la prima nel suo genere in Basilicata, in cui oltre 20 tavole narrano la storia del Brigantaggio dalle sue origini celtiche, alla sua diffusione del mondo attraverso i suoi più grandi attori di ogni regione d’Italia, e non sono dei vituperati Briganti vissuti al tempo dell’Unità d’Italia.

W. M. O.

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