Nel Marzo scorso sulla Gazzetta del Mezzogiorno avevo ripreso e apprezzato la stupenda riflessione “anni settanta” di Natalia Aspesi : “Quando le ragazze si risvegliarono, donna nata da una madre più “patriarca” del padre”.
Le sue parole erano esaustive :“Il bisogno di liberazione della donna era immenso. L’essere finalmente nuova e libera: via dalla famiglia (si leggeva molto “La morte della famiglia” di David Cooper), dalle vecchie regole punitive, persino via dai romanzi rosa che pur scritti esclusivamente da donne, erano di un maschilismo efferato”. Questa breve premessa per ricordare il “Pianeta Donna” vissuto dalla equilibrata e misurata Prof.ssa Fedora D’Annucci, scomparsa prematuramente in questi giorni dopo aver dedicato tanta passione e tanto impegno fattivo come militante dell’UDI, come Presidentessa del Comitato di Partecipazione del Consultorio Familiare di Rionero e dulcis in fundo come Assessora della Giunta Rubino della Città di Rionero in Vulture. Una vita dedicata alla “Questione femminile” dell’area del Melfese.
Ricordo con tanta ammirazione la sua efficace, intelligente e garbata Presidenza del Comitato di Partecipazione (quasi tutto al femminile) del Consultorio Familiare di Rionero , le sue deliberazioni, le sue Proposte , le sue battaglie (eravamo in piena campagna referendaria sull’Aborto). Non dimenticherò mai il suo bel supporto propositivo fornito a Noi, “Equipe socio/psico/medica”, per il miglioramento dei servizi sociali e sanitari del Distretto di riferimento e per aver “quadruplicato “ l’Utenza del Consultorio con una caparbia presenza “fuori campo” . Non dimenticherò mai la prima campagna ambientalista con il WWF locale, e, soprattutto, il coinvolgimento di tante ragazze dei vari Istituti scolastici “vulturini” di ogni ordine e grado. Era un tema tabù e sconosciuto coniugare diritti civili e ambientali per i ragazzi e le ragazze degli anni settanta, conservare e preservare da terrificanti inquinamenti e da orripilanti abusi edilizi lo stupendo Polmone Verde dei Laghi di Monticchio non era considerato prioritario per quell’epoca. Queste sono state le nostre esperienze di “Coordinatori ” del Consultorio di Rionero, di concerto con i componenti del Comitato di Partecipazione presieduto da Fedora D’Annucci. Questo era il nostro contesto sociale e ambientale, vissuto e partecipato, tra operatori pubblici vocati alla tutela sanitaria e componenti rivenienti dall’Associazionismo femminile locale . Una sorta di Comunione di Ideali e di Obiettivi lontani dai Regolamenti istitutivi del Consultorio Familiare, assurdamente restrittivi .(Qualcuno definì il Consultorio rionerese “covo bolscevico” durante la Campagna referendaria sull’Aborto ). Mai ci siamo cibati di sopraffazioni e di prepotenza. Il nostro rapporto tra Comitato di Partecipazione ed Equipe socio sanitaria è stato sempre improntato sul rispetto reciproco.
Un “rispetto” che ha cancellato dal vocabolario il sostantivo femminile “subordinazione” sempre in voga nelle amministrazioni locali dell’epoca tra “Istituzione pubblica e Organismo Consultivo”.Spero che questo “spaccato” di comunione, socializzazione praticata e questo Modus Operandi contrassegnato da estrema correttezza vissuta all’interno di una Struttura Pubblica socio-sanitaria tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta non venga vanificata da ulteriori e ingiustificate chiusure e da terrificanti accentramenti. Accentramenti e privatizzazioni selvagge che hanno svilito e immiserito la stupenda Riforma Anselmi (L.833/78) aumentando a dismisura negli anni novanta e duemila le distanze, ormai siderali, tra istituzioni sanitarie e utenza. Spero che questo buon esempio concreto possa servire al RILANCIO di quel Piano di Medicina TERRITORIALE, tanto agognato e ancora poco concretizzato. Medicina Territoriale in grado di costruire insieme una SANITA’ più giusta, più efficace, più umana. Una Medicina territoriale che ritrovi e faccia riemergere il nostro vecchio e propositivo slogan: ”Uguaglianza delle opportunità” tanto invocata durante la triste Stagione, appena trascorsa, della Pandemia.
Armando dr. TITA – Sociologo/Coordinatore del Consultorio Familiare di Rionero in Vulture(1978/81)












