Un Biscottino per gli Artigiani Lucani…

Il 2015 è stato l’anno delle gradite sorprese per l’Artigianato lucano , in primis, il varo della legge quadro regionale n.29 del 12 agosto, in “secundis “  il PROGETTO ARTIGIANATO della Regione Basilicata 1989 inserito  tra le “buone pratiche” delle Banche dati professionali  della Camera dei deputati  e acclarato come patrimonio librario della Biblioteca di Montecitorio, dopo le precedenti prestigiose pubblicazioni ISFOL e Rassegna dell’Economia .

Come sarebbe bello con questa patogena crisi del settore rituffarsi in questo mondo fatto ancora di tanta creatività, di tanto entusiasmo e di tanta concreta occupazione ?

Come sarebbe bello risvegliare gli addetti ai lavori per dare una vera anima all’arida legge quadro regionale ( trasferita in soffitta da oltre quattro anni… nella totale ignavia delle Associazioni di Categoria)?

Come sarebbe bello ripristinare il vecchio Progetto Artigianato con tutte le opportunità occupazionali previste dall’art.8 della  l.r. n.32/85 ?

La proposta presentata all’epoca dal prof. Savino (completata efficacemente dal giovane Assessore Gianni Pittella per la definitiva copertura finanziaria) su redazione progettuale del Dr. Gino Magno, ipotizzava due obiettivi:

  • L’assunzione di 1800 giovani presso aziende artigiane della Basilicata;
  • La Priorità nelle assunzioni alle aree interne della Regione.

Il Programma prevedeva interventi  formativi finanziati dal Fondo Sociale Europeo.

A causa della complessità degli interventi contemplati nell’azione formativa per l’esplicitazione dei criteri, per la localizzazione corsuale dei formatori teorici di base rivenienti dalle Confederazioni artigianali, per la  individuazione dei profili professionali richiesti dal mercato, nonché per la totale impreparazione iniziale dei titolari d’azienda, il progetto subì una serie di ritardi.

Nonostante queste difficoltà iniziali il Progetto ha avuto nel suo complesso una eccellente  accoglienza nel pianeta artigiano lucano e presso i Centri Nazionali di Formazione professionale delle Associazioni di Categoria coinvolte.

È d’uopo precisare che sono stati esclusi i profili professionali rinvenienti dall’edilizia (ad eccezione dei comparti non soggetti a CIG) perché non avrebbero potuto garantire la continuità formativa per l’intero biennio previsto dal Progetto Artigianato  e “imposto” dall’art.3 della legge 863/84.

Tale modello organizzativo si è avvalso nella prima fase dell’assistenza tecnica dell’ARSA (Azienda Regionale Sviluppo Artigianato) puntando sulla crescita imprenditoriale e manageriale degli artigiani e sull’autonomia

gestionale delle Associazioni di Categoria.

Associazioni di categoria  che si sono  caratterizzate con brillanti risultati conseguiti sul campo nella seconda fase del Progetto F.I.ART (Formazione e Innovazione in Artigianato) e, soprattutto, con punte di eccellenza sia in termini occupazionali (oltre 2300 assunti per 870 aziende artigiane coinvolte) che formativi, per la presenza dell’ISVOA /Confartigianato di Padova e di  Treviso e dell’ECIPA/CNA di Bologna.

La predisposizione /promozione di opportunità non assistenziali  e l’attivazione di una concertazione di funzioni e di ruoli (non vanno  sottaciuti i ruoli espletati sia dai formatori delle Associazioni di Categoria FTB- Formatori teorici di Base sia  dagli artigiani, FTP (Formatori Tecnico-Pratici), in seno alle loro aziende) esercitati dalla Regione e dalle Confederazioni artigiane, non è stato un generico orientamento all’occupazione, ma, una vera organizzazione programmata con una moderna e innovativa sperimentazione didattica.

Applicando criteri operativi e metodologici di grande innovazione questa nuova programmazione formativa e aziendale  ha assicurato non solo risultati positivi e lusinghieri, ma, soprattutto, piena efficienza ed  efficacia all’intero sistema di intervento delle politiche attive del lavoro della Basilicata.

Vanno altresì menzionate  le azioni seminariali, formative e di stage per formatori teorici di base e tecnico pratici  organizzate  dalla Confartigianato di Treviso e il progetto dell’ECIPA di Bologna denominato Obiettivo RADAR (riqualificazione a distanza artigianato)rivolto ad un campione rappresentativo di aziende artigiane operanti nel settore del tessile-abbigliamento.

Caro direttore, termino qui, non vorrei tediare ulteriormente i bravi artigiani della Basilicata che hanno collaborato proficuamente per raggiungere gli obiettivi occupazionali prefissi dalla Regione e dal FSE, nel lontano anno formativo 1989/90.

Era un semplice tuffo nel passato, senza boria e con tanta umiltà…e, soprattutto, con tanta disponibilità a fornire progettualità e competenze, ampiamente riconosciute nel passato dai Centri di Eccellenza , dal FSE(Fondo Sociale Europeo) e dal vecchio Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale .

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