Si sta profilando per il Sud un dejà vu stucchevole e terrificante. L’esclusione dei Ministri Carfagna e Franceschini dalla “cabina di regia” del recovery plan non depone bene, ci puzza un po’e ci fa molto riflettere.
Sembrano che entrino in gioco per il Sud solo i Fondi ordinari estranei al Programma straordinario UE.
I Fondi ordinari quelli che conosciamo bene …i famosi FSC , Fondi di sviluppo e coesione territoriale che hanno creato mille rivoli di finanziamento e un disgustoso e rivoltante assistenzialismo dedito a ristorare moltitudini di meridionali precipitati nella povertà e senza più lavoro.
Addio ai sogni che dovevamo realizzare per il Sud con un’autentica creazione del vero Valore della impresa.
Un valore in grado di recuperare capacità di progettazione e di spesa e di imporre condizioni ai beneficiari.
Ritorniamo agli odiati incentivi senza creare strutture capaci di trasformare una economia assistenziale in una economia inclusiva e sostenibile.
Sembra di rivivere una esilarante pagina del Fascismo con il fervente gerarca che inneggiava al Regime (nel caso nostro… al Governo Draghi)quando ad un tratto spinto dall’entusiasmo generale fu sollevato da un gruppo di ardenti camerati e portato in trionfo, ma, durante la frettolosa e maldestra manovra(il recovery plan)le sue sporgenze inguinali (i progetti e le proposte delle regioni meridionali)restarono dolorosamente impigliate in un’implacabile tenaglia di braccia(la Cabina di regia). Il malcapitato gerarca inutilmente gridò: “Non così, non così”. Insomma il trionfo (il programma UE straordinario)fa piacere ma non a un prezzo così crudele. Purtroppo come sosteneva il mio collega e amico fraterno Giancarlo Vainieri Direttore del Cssel/UIL … siamo al trionfo del minimalismo, del non fare , del non dire , della separatezza , del non sense collettivo, della dipendenza fino agli estremi dell’imbonimento , della mistificazione, del nascondimento e del rinvio dei problemi: il peggior armamentario del fare politica.
Il Capitalismo come sostiene Marianna Mazzuccato si è sempre distinto nel creare desideri e nuove brame.
Desideri e nuove brame che con il Recovery Plan in Italia riguarderanno solo il Nord.
Non sono dotato di particolari strumenti o di sensori “anticipatori”(vedi sporgenze inguinali), ma, lo sconforto che regna sovrano da tempo immemore nel Sud e nella Basilicata crea cogenti delusioni.
Da tempo gli uomini, le donne e i giovani del Mezzogiorno hanno perduto il senso della storia e di una seria e credibile narrazione socio-economica e politica. Si naviga spudoratamente a vista in un esodo impazzito di giovani .
Come sono lontani i tempi del bel convegno del 16 e 17 ottobre del 2017(scaturito dal reportage dell’epoca del sottoscritto …Borgata Taccone : “Una sfida alla rassegnazione” e dal libro: “La politica come impegno collettivo” del Senatore Ziccardi, morto qualche anno fa) nel Palazzo Ducale di Tricarico per il Quarantennale del raduno di Borgata Taccone (ottobre 1977).
Un convegno nazionale brillantemente organizzato dall’AGIA/Basilicata e dal Forum regionale dei Giovani, che aveva rincuorato i giovani presenti alla kermesse con la conferma della Misura della Finanziaria “Resto al Sud”.Era una delle poche scelte serie di politiche giovanili volute dai governi di centro sinistra in questi ultimi sette anni dopo il varo di vergognosi provvedimenti anti-lavoratori, anti donne, anti-giovani, come il Pacchetto Treu e il Jobs Act.
Il povero Gino Giugni non si è ancora fermato , si ribalta continuamente nella sua tomba.
E’ stato un piccolo esempio di un racconto che si è avvalso di progettualità, ampie inchieste giornalistiche, reportage, studi, ricerche e documentazione seria di veri addetti ai lavori.
E’ stata la “vendetta” di una generazione appartata dal centro della grande storia.
Sono state le dinamiche di una economia “periferica” e informale, vivace e propositiva, consumate , per dirla alla Vainieri, in stupende esperienze di riformismo.
Esperienze di riformismo che non avevano mai rimosso la questione del Mezzogiorno Interno, quello dell’Osso, quello di Manlio Rossi Doria, quello delle Giunte riformiste formate in prevalenza da donne e giovani amministratori, pieni di entusiasmo , di impegno civico e volontaristico e in grado di investire sulle piccole realtà montane, Realtà montane capaci di sviluppare varie tipicità e piccoli tasselli di economia “genuina” fatta soprattutto di prodotti incontaminati e di Gruppi di sostegno locale.
Tali stupende esperienze ,oggi, si sono brutalmente, liquefatte con il sogno svanito del Recovery plan con la sua “nordica” Cabina di regia.
Mauro Armando Tita











