Mattarella consegna onoreficenze a nuovi Cavalieri del Lavoro, tra i quali anche Salvatore Romano

Questa mattina, 22 ottobre 2019, il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha consegnato 25 onoreficenze a 25 nuovi Cavalieri del lavoro nominati il 02 giugno 2019, tra di loro anche in nostro Salvatore Romano.

Un bravo ed un plauso a Salvatore da tutta la cittadinaza ruvese.

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«I consumi delle famiglie, così come gli investimenti delle imprese, soffrono l’incertezza delle prospettive. Il mercato del lavoro, pur con qualche miglioramento, continua a presentare tassi di disoccupazione
elevati, che toccano livelli intollerabili tra i giovani e nel Mezzogiorno
». Non solo. «L’attuale congiuntura internazionale, segnata da una bassa crescita e da un rallentamento del commercio mondiale, è appesantita da misure protezionistiche fuori luogo». Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di consegna delle onorificenze a 25 nuovi Cavalieri del Lavoro (nominati il 2 giugno 2019) e altrettanti giovani Alfieri del Lavoro – premiati per il merito negli studi – al Quirinale.

Duarante la cerimonia, che si è svolta questa mattina, al Palazzo del Quirinale, hanno preso la parola anche il Presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, Antonio D’Amato, e il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli. Erano presenti la Vice Presidente del Senato della Repubblica, Paola Taverna e la Vice Presidente della Camera dei Deputati, Maria Rosaria Carfagna, rappresentanti del Parlamento, del Governo e del mondo dell’imprenditoria. In precedenza il Presidente Mattarella aveva consegnato il distintivo d’oro ai Cavalieri del Lavoro che appartengono all’Ordine da 25 anni

«Occorre far sì che il nostro sia un sistema sempre più aperto, con un dialogo virtuoso tra giovani, istituzioni, sistema formativo, imprese. L’eccesso di cautela come regola ineludibile, il rifuggire da qualsivoglia margine di rischio nei finanziamenti chiude spazi all’innovazione, a
iniziative che andrebbero, al contrario, incoraggiate» ha aggiunto
il presidente della Repubblica secondo il quale per rilanciare l’economia italiana «serve uno sforzo convergente, e per questo è bene che anche il
dialogo sociale riprenda vigore e produca effetti positivi, come
è accaduto in altri importanti crocevia della nostra storia».

«Talvolta si levano voci che tendono a creare artificiose contrapposizioni giovani-anziani, a porre in concorrenza le generazioni per quanto attiene alla distribuzione delle risorse pubbliche: è un terreno insidioso – ha spiegato ancora il capo dello Stato – che pone in discussione la stessa coesione sociale. La prima preoccupazione di ogni famiglia è l’avvenire di figli e nipoti: ciascuna società sana è, anzitutto, preoccupata del loro
avvenire. Quello che va perseguito, semmai, è un consapevole
patto tra le generazioni
per far crescere l’Italia». E ancora: «Una frattura che penalizzasse i giovani – nel lavoro, nel reddito, nella possibilità di costruirsi una famiglia e un futuro – sarebbe certamente tra le più dannose per la comunità»

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