Città di Potenza tra borgo anziani e coronavirus

Antonio Nicastro ci ha sempre “addentrato” con scienza e coscienza (alla Conte), grazie ai suoi stupendi reportage, alle tante questioni sociali e ambientali di Potenza, ancora, terribilmente, incompiute.
Lo ha fatto con puntigliosità maniacale e con tanta passione. Lo fanno pure tante associazioni civiche e tanti blogger come Antonio, impegnati a risolvere le tante problematiche ancora aperte…dalla Cip Zoo allo Stadio, dalle contrade alle periferie.
Problematiche mai risolte, cadute nell’oblio, ben prima del coronavirus.
Consentitemi, caro Direttore e cari amici, dopo aver tanto approfondito Potenza e la sua peculiarità speciale e patogena di “Borgo Anziani” di avviare un dibattito “orgoglioso” e umile.
Ora che i nodi sono al pettine …dall’esodo biblico dei suoi giovani e dall’assenza patogena dei ceti medi intellettuali e produttivi (ceti che hanno abdicato e delegato da tempo tutto lo “scibile umano” al politico di turno) ci si avvia, stancamente, senza pathos e senza alcuna vivacità intellettuale alla fase2 del coronavirus.
La Potenza di oggi, senza la “bella” boria del passato, senza i dovuti riflettori si è avviata ad essere una città stanca e del tutto remissiva.
Non è più da tempo immemorabile Città–regione, città-metropolitana, città-cultura, città-saperi e sapori, città-buropoli, città-dorotea, città-liberale.
Ha perso pure il “faro” che l’ha sempre contraddistinta come città capoluogo di regione.
Senza voler apparire beceri campanilisti dobbiamo ribadire che la presenza di un pur importante associazionismo cittadino attivo e propositivo non ha mai scalfito di un millimetro l’attenzione “mondiale” dello scorso anno su Matera, capitale europea della Cultura. Potenza era stata dimenticata. Potenza era stata bistrattata, nonostante i capodanni RAI.
Ci eravamo resi conto con tanta amarezza che la città di Matera aveva annebbiato e ostracizzato Potenza con una “metodica” sotterranea, fluida , quasi impalpabile, lieve, tenue, sottile, senza far rumore.
Una vera vendetta covata per mezzo secolo nei confronti del Capoluogo servita scientemente con piatto freddo terrificante, alla Pirandello.
Una sorta di “conventio ad excludendum” mai scritta, mai dichiarata, mai sancita, ma, terribilmente praticata con gli atti e con i fatti per l’intero 2019.
Mai dibattuto il tema dei giovani e del futuro (sempre in bilico) della nostra Università. (Matera è presente con dipartimenti importanti.
In un anno intero di attenzione mondiale la Matera Capitale europea della Cultura e la Potenza capoluogo di regione non si sono mai confrontate sul polo universitario, sul pianeta digitale che si apre alla innovazione e alle start up.
Avevamo cercato di dare forma e sostanza ai ricercatori UNIBAS(quelli fuori tribù)premiati in Concorsi internazionali e ultimamente sulle pagine della Gazzetta ai ricercatori T3, pure tutto questo era caduto nell’oblio di sempre, ben prima del coronavirus.
Lo avevamo chiesto con un accorato appello, Potenza, capoluogo di regione, non poteva diventare un “ Borgo Anziani “ per eccellenza.
Un Borgo dove prolificavano a dismisura Ghetti o Pensionati d’oro(speriamo nella “tenuta” rispetto al coronavirus)per vecchi e vecchine, irrimediabilmente abbandonati da una società egoista e ingiusta.
Per queste serie motivazioni di fondo coinvolgiamo seriamente nella Fase 2 tutte le Start up che operano da “secoli” con grandi risultati e con tanto successo nel Pianeta Giovani dei Programmi UE, terribilmente ignorate dalle istituzioni locali.(Regione e Comune di Potenza)
Apriamo queste finestre della sede municipale di Piazza Sedile , usciamo dal paraculismo furbo di sempre , usciamo dalle stanze dei vari gruppi consiliari, affrontiamo la gente comune, riprendiamo lo spirito libero della Potenza liberale dei Vito Riviello.
La crisi del Comune di Potenza in questi ultimi anni si è acuita soprattutto per l’assenza di persone dallo spirito libero.
Mai un serio dibattito sul futuro della città e delle sue componenti giovanili, tutto è sembrato appiattirsi sulla mera gestione del quotidiano.
Come ce lo ha insegnato Astronik (pur nell’immensa tragedia della sua ingiusta morte) siamo tra coloro che amano le donne e gli uomini di Potenza che si svegliano con il buonumore (che lo sentono come dovere etico ) che ti salutano con un sorriso, un abbraccio e un bacio e mal sopportano paure , solitudine e ampie distanze, oggi suffragate da coronavirus, ieri ignobilmente praticate da censo e da casta.

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