In memoria di Edoardo Boncinelli

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Il genetista, scomparso lo scorso 20 luglio, ha rappresentato una figura adamantina della scienza italiana.

Quando ero uno studente universitario, immerso nelle mie letture, per caso mi capitò di incappare in un libro che colpì immediatamente la mia attenzione. Il tomo, “Mi ritorno in mente. Il corpo, le emozioni, la coscienza”, mi incuriosì a tal punto da invogliarmi a conoscere di più l’autore e a guardarne il curriculum, di cui rimasi sorpreso.

Filosofo, fisico ma, soprattutto, genetista e biologo molecolare. Stupito e meravigliato della sua poliedricità, ho iniziato a divorare le sue opere, incuriosito dai suoi studi pioneristici sulla biologia dello sviluppo.

Nato a Rodi 18 maggio 1941, Boncinelli completò gli studi in fisica presso l’Università di Firenze, con una tesi in elettronica quantistica. Dopo una pausa dal mondo scientifico, intraprese il percorso da biologo molecolare e genetista a Napoli, presso l’Istituto di Genetica e Biofisica del CNR a Napoli dal 1968 al 1992 diventando, successivamente, docente anche all’Università Federico II di Napoli.

In seguito si trasferì a Milano, dove diresse il laboratorio di biologia molecolare presso l’Istituto San Raffaele, oltre al Centro di farmacologia cellulare e molecolare del CNR. Fu, infine, direttore della SISSA di Trieste tra il 2001 e il 2004.

Il suo lavoro di ricerca nel campo della biologia dello sviluppo fu smisurato e rimodellò molte delle conoscenze del campo. Negli anni ’80, infatti, Boncinelli e i suoi collaboratori identificarono negli esseri umani una famiglia di geni chiamati Hox, che nel moscerino della frutta, Drosophila melanogaster, erano già noti come geni omeotici. La scoperta fu molto fine e prevedeva l’uso di una sequenza dei geni omeotici della Drosophila, impiegata come sonde molecolari per identificare le controparti umane, scoprendo che anche nell’uomo esistono quattro complessi (o cluster) di geni Hox, importantissimi per lo sviluppo embrionale. Ma non solo! Boncinelli, successivamente, si dilettò anche di neurobiologia, esplorando i meccanismi genici alla base del funzionamento della corteccia cerebrale.

Un gigante sotto ogni punto di vista. Ma, oltre a questi eccelsi risultati, chi è stato davvero il Prof. Edoardo Boncinelli?

Dopo aver riletto in libro edito da Zanichelli, “Idee per diventare genetista”, emerge un quadro chiaro e fermo di una personalità eclettica, profonda e adamantina. Figura centrale del mondo accademico e della ricerca italiana, Boncinelli è stato, in primis, un grande divulgatore scientifico.

Come ha sempre professato, ciò che non gli è mai mancato è stata la passione e la curiosità, la voglia di osservare il mondo e di porsi delle domande, il desiderio di ricerca e di comprendere, la meticolosità di analizzare e sperimentare. Insomma, un po’ quello che ad ogni ricercatore di ogni ordine e grado non dovrebbe mai mancare e che dovrebbe coltivare con entusiasmo e fermezza, come traspare da alcune sue opere.

È una biografia meravigliosa di un uomo eccezionale quella che emerge dal curriculum, dalle scoperte pioneristiche e dalle pubblicazioni, scientifiche o meno, di Boncinelli.

Boncinelli lascia un patrimonio straordinario: scoperte genetiche che hanno cambiato il modo di intendere la biologia e lo sviluppo umano, con una visione che univa scienza e umanesimo e una capacità unica di raccontare la complessità del reale con chiarezza, passione e trasporto.

Si potrebbe dire ancora molto dell’uomo e dello scienziato Edoardo Boncinelli. Un padre della biologia che ci ha lasciati troppo presto. Una scomparsa, ahimé, che lascia orfane tantissime figure del mondo scientifico e non. Boncinelli non va ricordato solo scienziato o come “genetista insigne”, come lo definì il Ministro della Cultura. Boncinelli fu un uomo con una grande capacità comunicativa e divulgativa, un uomo con la capacità di trasmettere entusiasmo, pensiero critico e curiosità nei cuori e nelle menti di molti. Sono rare le persone come Boncinelli e, proprio per questo, adesso il mondo saluta l’ennesimo riferimento in un mondo che si sta degradando e ha perso molto della sua umanità.

Grazie di tutto Prof. Boncinelli. Grazie per le sue scoperte, per le sue opere e per la sua saggezza.

“Mentalità scientifica significa razionalità, disposizione ad ascoltare gli altri e anche capacità di mettersi in gioco e, magari, di cambiare idea davanti a nuove evidenze. Questo è anche il fondamento dello spirito democratico” (cit. Edoardo Boncinelli).

Dott. Vincenzo De Fabrizio

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