Il comunitarismo e le nuove generazioni

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La richiesta di indizione di un Referendum popolare per portare Matera in Puglia ripropone il vecchio adagio del patogeno ’iper campanilismo ” dei nostri Comuni, uno stucchevole dejà vu noioso e ripetitivo che mi ricorda il libro di successo sui nuovi “Barbari” di Alessandro Baricco.

Tutti pretendono una sorta di Credo Laico alla Forza Italia …Padrone a casa mia.Tutto ciò stride con l’impegno civico della Nuova Generazione lucana.Una generazione che reclama un ruolo di protagonismo attivo per il futuro della propria regione.

Una Generazione che vorrebbe creare una nuova stagione di Politiche Giovanili non può che suscitare l’interesse del primo Responsabile delle Politiche Giovanili (l.r. 11/00), del Promoter del Primo Piano Biennale di Politiche Giovanili 2001/02(Menzione Speciale Forum P.A.)e del Primo Forum Regionale dei Giovani con i relativi primi Forum Comunali.

Vorrei ricordare ai Giovani di Nuova Generazione il Presidio di Terzo Cavone del Forum Regionale dei Giovani finanziato interamente dal mio Ufficio a supporto dei Centomila di Scanzano , unico momento politico unitario di grande dignità del Popolo lucano.I giovani di Nuova Generazione vorrebbero continuare il Percorso sulle Attività di Formazione e di Orientamento che riguardano l’Europa .

I giovani di Generazione Lucana consapevoli delle enormi potenzialità delle risorse energetiche, idriche ed ambientali della regione vorrebbero stimolare l’acquisizione di nuove competenze riguardanti la ricerca attiva del lavoro, l’educazione all’imprenditorialità, le buone prassi nell’amministrazione pubblica , la valorizzazione dei Beni Comuni e le tante opportunità messe a disposizione dall’Unione Europea con il PNRR.

Lasciare soli i coraggiosi uomini e donne impegnati in prima linea nella difesa della salute, dell’ambiente e del territorio dei lucani è un popolo indegno.Per decenni la distanza siderale tra Giovani , cittadini attivi lucani e istituzioni regionali si è trasformata in mistificazione e nascondimento.

Mistificazione su oligarchie stupri territoriali e terrificanti inquinamenti denunciati per anni dalla coraggiosa Prof. Albina Colella.In questa surreale atmosfera (poco idilliaca e poco pulita) la distorsione , per lo più deliberata , della verità ha deformato per decenni la realtà.Alterare, distorcere, falsificare, raggirare, nascondere sono stati i verbi più utilizzati e più praticati dalla nostra classe dirigente.Classe dirigente che subisce da decenni processi e prescrizioni. Siamo in attesa degli ultimi atti processuali contro l’ENI.Sembra un gioco spontaneo di ping pong alla rovescia.Uno batte e l’altro non riceve.Morale della favola vince sempre solo chi batte.Abbiamo una sola triste consolazione…la Basilicata è stata l’unica regione italiana a superare il quorum del 50% dei votanti nel vecchio referendum sulle trivelle.

Non ho mai dimenticato il nitido, lucido, obiettivo e crudele post su Fb di Piergiorgio Quarto che aveva colto tutta l’essenza di venticinque anni di sciatteria, suggelli, clientelismi vergognosi che un popolo normale non può subire senza una civica e dovuta reattività.Un popolo lucano che ha accettato supinamente lo status quo dei suggelli e delle spietate oligarchie regionali è un popolo distratto.( volendo essere buoni).

Triste consolazione, triste rimpianto per una regione stuprata per decenni da trivelle selvagge, da nessuna regola verso questo Texas impazzito da nascondimenti brutali di inquinamenti degli invasi , di “distruzione” sistematica delle falde freatiche e di terrificanti stupri territoriali.In questo disastroso scenario parlare di salute, ambiente, sviluppo sostenibile dei soliti noti è terribilmente ingiusto dopo decenni di assoluta mancanza di controlli.

Perfino a Berlusconi, qualche decennio fa non andavano giù i mancati conteggi sui barili di petrolio estratto in Basilicata. L’On.le Calenda in questi giorni ha ricordato all’opinione pubblica nazionale che la Basilicata ha regalato al fabbisogno energetico nazionale oltre 480 milioni di tonnellate di petrolio e gas. Sembra una battuta . Non lo è. Ritorna il “nascondimento”. Per anni la verità è stata calpestata brutalmente.Per queste serie ragioni riprendo Piergiorgio Quarto e il suo stupendo post che condivido al pari dell’appello di Albina Colella .Cito testualmente: ” La mia regione, la mia terra, ha bisogno di un progetto organico e concreto, dove ci si possa liberare da quei cordoni che per anni hanno frenato lo sviluppo di questa nostra Basilicata,ricca di risorse e potenzialità a volte inespresse.Voglio essere parte di un progetto che premi il merito, che acceleri l’impresa, che limiti il potere a volte perverso della burocrazia dove i giovani, lo diciamo ai Ragazzi di Generazione Lucana , non debbano pietire per un posto di lavoro. Questo “potere di apparati” ha fatto il suo tempo. E c’è un tempo nuovo che sta arrivando, e che ci porterà una “terra migliore”. Purtroppo la Nullocrazia di questi ultimi anni , l’assoluta mancanza di Visione di Futuro della Basilicata (ipotizzata nel 2049 una presenza ingombrante di Anziani e una Regione che non supererà i trecentomila abitanti) sommata al “riformismo liquefatto” del defunto Partito/Regione non ci consente di dormire sonni tranquilli.

Ci resta, cari Giovani di Nuova Generazione Lucana, il Comunitarismo, di Olivettiana memoria. Un Comunitarismo che contenga i germogli di una vera discontinuità.Un Comunitarismo che preferisce la Qualità alla Quantità con un Percorso fatto di Partecipazione , Condivisione e Azioni Collettive per ridare alla Comunità lucana il controllo del proprio destino.

Un Percorso, infine, che possa contribuire a rispondere alla crisi delle Istituzioni nazionali e regionali (ridotte a vergognosi esecutori delle decisioni dei poteri economici e finanziari )con forme di democrazia diretta, stanchi, come siamo, di questa evanescente e fatua democrazia rappresentativa.

Mauro Armando Tita Sociologo e Saggista

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1 Risposta
  1. Dr.Giuseppe Giannini

    La Basilicata, nonostante le enormi ricchezze mal distribuite ( su tutte le royalties petrolifere), è passata dal perdere una media di mille abitanti all’anno agli inizi del duemila all’attuale trend che ci dice meno venticinquemila negli ultimi dieci anni. Intere generazioni non hanno avuto possibilità. Il capitale umano se può emigra al Nord o all’estero. La popolazione anziana, in mancanza di redditi adeguati, si trova con una sanità falcidiata e la carenza di servizi. i pochi giovani rimasti non hanno spazi e spesso vengono cooptati. Politici ed (im)prenditori ricorrono a loro in modo “volontario”, gratis, con le solite promesse, per non remunerare le attività svolte. Quando vogliono partecipare od intraprendere iniziative attinenti il loro futuro (la questione ecologica, i diritti civili, le guerre) vengono bastonati dalle istituzioni. Con l’Autonomia Differenziata il gap regionale e generazionale si accentuerà. Il comunitarismo non appartiene più a cittadini uniformati dal consumismo che in comune hanno solo la stanzialità su un territorio. Rimane la speranza, ma per smuoverla c’è bisogno di conoscenza e spirito critico.

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